BEAUTY CYBERBULLISMO: RIMMEL CONTRO GLI INSULTI ALLA BELLEZZA

BEAUTY CYBERBULLISMO: RIMMEL CONTRO GLI INSULTI ALLA BELLEZZA

Insulti e offese sull’aspetto fisico: i dati sono inquietanti e Rimmel scende in campo per combattere la violenza online

Pelle liscia, occhi grandi, ciglia lunghe, labbra carnose, silhouette snella: la lista dei canoni di bellezza femminile è sempre molto lunga. Non è certo una novità, infatti, che la società in cui viviamo finisca per dettare le regole sull’aspetto esteriore. Così, tra mode del momento, modelli da seguire e immagini che si fanno portavoce di un certo ideale di bellezza è difficile non farsi influenzare.

 

IL BEAUTY CYBERBULLISMO

Oggi, poi, gran parte delle critiche sull’aspetto fisico passano attraverso il web. Non è facile resistere all violenza che spesso si scatena ogni qual volta un’immagine pubblicata online presenta, a detta dell’osservatore, qualche difetto fisico. Questo fenomeno, noto come Beauty Cyberbullismo, infatti, colpisce ormai un altissimo numero di ragazze.

 

Rimmel beauty cyberbullismo dati
Un’infografica illustra i dato della ricerca svolta da Rimmel

 

A prescindere dalla fama o dal numero di followers, gli utenti sembrano provare gusto nel trasformare ogni caratteristica fisica in un difetto di cui vergognarsi. Gli insulti più fantasiosi si susseguono nei commenti diventando spesso davvero pesanti e costringendo l’autore della foto a cancellarla per fermare la spirale di offese.

Beauty Cyberbullismo Rimmel Cara Delevigne
L’attrice e modella Cara Delevigne Ambassador di Rimmel

Su questo tema, nel 2017, Rimmel ha condotto una ricerca in 10 paesi intervistando più di 11.000 donne tra i 16 e i 25 anni. I dati emersi sono preoccupanti. Sono 55 milioni le donne che hanno subito episodi di questo tipo. Sono invece 115 milioni le immagini che sono state cancellate dal web per fermare il flusso di violenza, solo nell’anno passato.

Il Beauty Cyberbullismo ha conseguenze fortemente negative sulla psiche di chi ne è vittima. Secondo la ricerca, il 65% delle donne intervistate ha dichiarato che gli episodi di cyberbullismo hanno fortemente minato la fiducia in loro stesse. Il 51%, invece, ha riportato come la violenza online subita abbia diminuito la loro voglia di sperimentare attraverso il look.

A questo proposito, sono indicative le parole dell’attrice e modella Cara Delevigne, testimonial di Rimmel. ‘Il cyberbullismo relativo a scelte beauty ha un impatto reale a lungo termine. Il fatto che alcune persone facciano scelte temendo un potenziale cyberbullismo è straziante. Non vedo l’ora di lavorare con Rimmel per affrontare questo problema sempre più in crescita.

 

LA CAMPAGNA DI RIMMEL

Il brand di beauty, Rimmel, dopo aver raccolto i dati sopra citati, ha lanciato nel 2018 la campagna #IWILLNOTBEDELETED. Lo scopo è quello di sensibilizzare a questa tematica attraverso la testimonianza di diverse donne che hanno subito episodi di violenza online legata al loro aspetto fisico.

Il marchio di makeup ha realizzato un video di presentazione per lanciare la campagna, oltre a varie clip che approfondiscono la storia di alcune donne. Il video ha lo scopo di promuovere le caratteristiche individuali come elementi da valorizzare. La bellezza proposta da Rimmel è autentica e svincolata dagli stereotipi.

Con la campagna, Rimmel invita le vittime del ciberbullismo a far sentire la loro voce. L’obbietivo è, infatti, avviare una conversazione globale sul tema.

#IWILLNOTBEDELETED, però, va oltre. Grazie alla partnership con l’organizzazione non profit internazionale The Cybersmile Foundation, infatti, Rimmel sosterrà per i prossimi tre anni un innovativo progetto di ricerca. L’obiettivo è la creazione di un sistema di assistenza. Grazie all’intelligenza artificiale, il device proposto sarà in grado di indirizzare le vittime verso centri di aiuto specializzati presenti nella loro area geografica

 

UN NUOVO CONCETTO DI MAKEUP

Beauty Cyberbullismo Rimmel
Una foto dalla campagna di Rimmel

Rimmel dal 1834 promuove la cura personale e la ricerca della bellezza. Con questa campagna, però, il concetto di makeup assume una veste moderna ed inclusiva, volta a spingere le donne a sperimentare.

Il brand va oltre all’idea di makeup come strumento per correggere o coprire i difetti per raggiungere un ideale di bellezza univoco. L’uso del trucco nell’ottica di Rimmel, infatti, è visto come un modo per valorizzare le proprie caratteristiche, creare uno stile personale e divertirsi tra nuovi colori e stili.

 

E IN ITALIA?

Beauty Cyberbullismo Rimmel Camihawke
L’Influencer Camihawke ha di recente parlato di Beauty Cyberbullismo

Anche in Italia gli episodi di Beauty Cyberbullismo sono moltissimi. Svariate influencer, sopratutto tra le più giovani, hanno  denunciato episodi di questo tipo.

Camilla Boinardi, la star del web in arte Camihawke, che si è recentemente aggiudicata il terzo posto com Instagrammer più seguita d’Italia agli Oscar del web, ha affrontato questo tema in un video. La videomaker ha infatti messo temporaneamente da parte la sua ironia per parlare seriamente di questo fenomeno. Partendo dalla sua esperienza ha lanciato un messaggio forte per sensibilizzare i suoi fan.

Cinque giovanissime Instagrammer, poi, sono attivamente coinvolte proprio nella campagna di Rimmel. Le Ambassador italiane che scenderanno in campo per #IWILLNOTBEDELETED, sono Alice Luvisoni in arte AliLuvi, Emma Mezzadri sul web come EmTV, Lea Cuccaroni e le K4U (Velia Bonaffini e Federica Favara Scacco).

Le ragazze useranno il loro successo sul web per promuovere la campagna. Con la loro immagine contribuiranno a portare anche in Italia una spirale di body positivity per contrastare l’odio online.

 

 

 

Vuoi ricevere Mam-e direttamente nella tua casella di posta? Iscriviti alla Newsletter, ti manderemo due mail al mese con il meglio del nostro Magazine e riceverai subito un regalo!

CLICCA QUI PER SAPERNE DI PIÙ!

Elisabetta Moro
Meet the author / Elisabetta Moro

Leave a Reply

Your email address will not be published.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>