Eliška Junková si omaggia oggi la donna più veloce dell’automobilismo

Eliška Junková si omaggia oggi la donna più veloce dell’automobilismo

 

Eliška Junková, nota anche come Elisabeth Junek, è la protagonista del doodle di oggi di Google. Dopo aver celebrato un cantautore, il belga Jacques Brel, oggi si omaggia la donna più veloce del Motorsport. È considerata una delle più grandi piloti donne nella storia delle corse automobilistiche.

Nata come Alzbeta Pospiailova, usava il nome Eliška Junková. Era soprannominata “smisek” per il suo sorriso. Nessuno avrebbe detto che avrebbe raggiunto il successo con i motori. Trovò lavoro, infatti, in una banca di Olomouc. Lì incontrò Vincenc “Cenek” Junek, un giovane ambizioso che aveva lasciato l’esercito dopo essere stato colpito ad una mano. Egli adorava le auto e il mondo delle corse, e infatti vinse la Zbraslav-Jiloviste nel 1992, anno in cui sposò Eliška Junková. I due condividevano la  passione per l’automobilismo, ed cominciarono a correre insieme in gare minori. Per la ferita riportata in guerra aveva difficoltà a guidare la macchina, l’uomo lasciò la guida alla moglie.

ELIŠKA JUNKOVÁ, LA DONNA PIÙ VELOCE DELL’AUTOMOBILISMO

Eliška Junková e il marito comprarono una Mercedes e una Bugatti Type 30 che misero in pista nel Grand Prix de France a Strasburgo. Vincenc “Cenek” Junek diede la Bugatti alla moglie, che pian piano ebbe successo in tutta Europa. Fu così che il suo nome venne inglesizzato, infatti veniva chiamata Elisabeth. Nel 1926 fu così brava che gareggiò in giro per l’Europa contro i migliori piloti uomini dell’epoca. Eliška Junková gareggiò anche in Italia, in particolare in Sicilia. Una gara non facile perché richiedeva grande forza fisica a causa del percorso molto accidentato e fangoso. Anche se non riuscì a portare a termine la gara, la sua prestazione le valse rispetto da parte dei colleghi. Poi riuscì a vincere al Nurburgring, in Germania, diventando così l’unica donna nella storia ad aver mai vinto una gara di Grand Prix. In Italia si rifece poi alla Targa Florio nel 1928 e con quella vittoria poté acquistare una nuova Bugatti Type 35B per poter competere con gli avversari. Fu però colpita da un grave lutto: la morte di suo marito.

ELIŠKA JUNKOVÁ E LA TRAGEDIA IN PISTA.Enion della Bugatti

La passione per i motori li unì e poi li divise. Il marito di Eliška Junková morì infatti a causa di un incidente durante una gara. Erano al Nurburgring, in Germania, per il Gran Prix. I due condivisero la guida, quindi al quinto giro Vincenc “Cenek” Junek si mise al volante. Per recuperare il tempo perso dopo il cambio gomme cominciò a correre forte, ma andò largo alla curva Breitscheid ed ebbero un incidente. Sbalzò fuori dall’auto e morì per una grave ferita alla testa. Devastata dalla morte del marito, la donna rinunciò ai motori e vendette tutti i suoi veicoli per dedicarsi alla sua prima passione, quella per i viaggi. Ritrovò l’amore grazie allo scrittore Ladislav Khas: i due si sposarono. Le autorità comuniste comunque dal 1948 al 1964 le vietarono di viaggiare all’estero, disapprovando il suo stile di vita “borghese”. Pian piano fu dimenticata dal mondo delle corse. Ma all’età di 89 anni, nel 1989, partecipò come ospite d’onore ad una reunion

 

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Alessandro Dalai
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