A qualcuno piace caldo. Monroe, Curtis e Lommon
Lifestyle,  Spettacolo

A QUALCUNO PIACE CALDO COMPIE 60 ANNI

Il 29 marzo del 1959 usciva nelle sale “A qualcuno piace caldo”


A qualcuno piace caldo“, l’opera cinematografica che consacrò Marilyn Monroe regina di Hollywood, spegne sessanta candeline.

È ritenuto uno dei film comici più irriverenti della storia del cinema. Una pellicola, in bianco e nero, che a distanza di oltre mezzo secolo continua a metter d’accordo i critici del settore.

Diretto dal regista Billy Wilder, il lungometraggio racconta una storia scalmanata, di travestimenti per sfuggire ai killer di una gang, di equivoci e battute memorabili. Il tutto, condito con una sana dose di sensualità.

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La pellicola, che vinse un Oscar e tre Golden Globe è stata inserita, nel 1998, al quattordicesimo posto della classifica dei miglior cento film statunitensi di tutti tempi.

Nel 2000, invece, si aggiudica il primo posto nella graduatoria delle miglior cento commedie statunitensi.

5 curiosità su “A qualcuno piace caldo”

Molte sono le indiscrezioni sulla pellicola.

  • Tra gli aneddoti più curiosi, lo sfottò di Jack Lemmon ai danni di Jerry Lewis che rifiutò il ruolo di protagonista (Daphne) perché non intenzionato ad interpretare una donna. Lemmon, che per l’esecuzione ricevette un Oscar, ringraziò a suo modo il collega per il rifiuto della parte, regalandogli una scatola di cioccolatini ad ogni suo compleanno.
  • Marilyn alle prese con una costumista per nulla gentile. Si mormora, infatti, che durante le riprese della pellicola, l’attrice americana abbia avuto un duro confronto con Orry Kelly, costumista del film. Quest’ultima le disse: “Tony Curtis ha un sedere più bello del tuo“. La risposta della Monroe fu esilarante: “Sì, ma non ha tette come queste“.
  • Tony Curtis : “Baciare Marilyn è come baciare Hitler”. Il bacio sullo yacht non fu gradito da Curtis che, nel film, interpreta Josephine. In un’intervista l’attore dichiarò che baciare Marilyn era stato come baciare Hitler. La reazione della collega giunse dopo solo due anni, ma senza tanto clamore. Il problema, infatti, era stato solo il suo.
  • Marilyn irrispettosa nei confronti dell’intero cast? I capricci di una diva sono molteplici. Lo sa bene la Monroe che, per tutta la durata delle riprese, raggiunge il set con almeno tre ore di ritardo. La sua presenza, infatti, era persino poco gradita al regista che, su di lei, commentò: Era come essere in volo, con un folle sull’aeroplano“.
  • Censura per la pellicola. Il Kansas dice stop alle proiezioni. Lo Stato federato del Midwest (Stati Uniti d’America) ne vietò la sua proiezione perché il travestimento di Tony Curtis e Jack Lemmon fu ritenuto “troppo disturbante per il Kansan“.

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