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PERCHÈ (RI)LEGGERE GEORGE ORWELL

PERCHÈ (RI)LEGGERE GEORGE ORWELL

Il 21 gennaio 1950, ci lasciava lo scrittore e giornalista George Orwell. In occasione di questo anniversario vi proponiamo i motivi per cui i suoi scritti sono ancora attuali e andrebbero osservati attentamente.

George Orwell è uno dei maggiori narratori del Novecento. Uno scrittore che credeva nel potere della parola, confidava nei suoi lettori, soprattutto nei posteri.

Le parole, non possono quasi mai cambiare le cose, il mondo o le congiunzioni astrali. Tuttavia esse possono raccontare e consegnare un messaggio molto importante al futuro.

George Orwell era speranzoso in questo e, forse, anche abbastanza consapevole del suo potenziale.

Esopo e Fedro

Già Esopo e Fedro inserivano gli animali nelle loro storie. Li utilizzavano come simboli o attori per personaggi esistenti nella realtà e, in generale, per interpretare comportamenti e modi di essere tipici degli umani.

Orwell riprende lo stesso sistema per scrivere La fattoria degli animali (1945) e raccontare la società in cui vive.

Nel 1948 è invece il turno di 1984, il libro distopico più famoso al mondo e, probabilmente, anche quello più attuale.

L’ispirazione all’Unione Sovietica.

Ispirato all’Unione Sovietica, descrive un’ipotetica, futura società terrificante, dove un “Grande Fratello” osserva tutti attraverso appositi schermi.

Sul versante della comunicazione, il regime applica una Neolingua. Lo scopo è infatti evitare termini che possano avere sfumature di significato e che porterebbe poi le persone a pensare criticamente.

Il Grande Fratello riscrive anche libri giornali per renderli idonei all’ideologia politica della dittatura.

La legge di Orwell

Oggi, la legge di Orwell, che dipinge una società debole e incline alla sottomissione verso falsi governi liberaldemocratici, sembra essere tornata in vita. Tuttavia, non siamo certamente in pieno 1984.

Questa è la cosa fondamentale da ricordare in un anniversario come questo.

La modernità Di Orwell.

Leggere Orwell nel 2019 vuol dire rendersi conto che alcune cose sono tragicamente verosimili al presente.

Tuttavia, molte altre non lo sono. Ecco perché, anche grazie al testimone che c’è stato passato da libri come 1984, si può ragionare su quello che è il nostro presente. E, soprattutto, possiamo concentrarci su quello che non deve essere il nostro futuro.

LEGGI ANCHE: 1984 – IL CAPOLAVORO DI GEORGE ORWELL

FILM TRATTI DA LIBRI CHE USCIRANNO QUEST’ANNO

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Arianna Giampietro
Articoli dell'Autore / Arianna Giampietro