ERNEST HEMINGWAY – LE CITAZIONI PIÙ BELLE

ERNEST HEMINGWAY – LE CITAZIONI PIÙ BELLE

57 anni fa, il mondo diceva addio a uno dei più importanti scrittori del XX secolo, Ernest Hemingway.

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Un giovane Ernest Hemingway

Il suo è uno dei nomi più famosi al mondo e le sue opere si studiano in tutte le scuole. Ernest Hemingway nasce a Chicago il 21 luglio 1899 e fin da bambino ama le storie. Una volta ottenuto il diploma, rifiuta di iscriversi all’università e si reca a Kansas City, dove lavora come cronista del quotidiano locale. Quando viene annunciato l’inizio della Prima guerra mondiale, Ernest si propone come soldato volontario, ma viene scartato per un difetto alla vista. Opera quindi nei servizi di autoambulanza come autista dell’American Red Cross e lascia gli Stati Uniti, diretto in Italia. In questo periodo viene ferito alla gamba destra e, dopo un’operazione, torna a Oak Park con la Medaglia d’argento al Valore Militare italiana.

Negli anni ’20 a Parigi inizia la sua carriera letteraria, scrivendo vari racconti. Ma il successo arriva con Fiesta (1926), Addio alle armi (1929), Verdi colline d’Africa (1935), Avere e non avere (1937), Per chi suona la campana (1940), Di là dal fiume e tra gli alberi (1950) e Il vecchio e il mare (1952). Quest’ultima opera ha ottenuto il Premio Pulitzer per la Narrativa. Consumato dalla paranoia e dall’angoscia, Hemingway si suicida a Kethcum il 2 luglio 1961.

Le citazioni più belle

Insignito del Premio Nobel per la letteratura, Ernest Hemingway era, inoltre, una personalità complessa, geniale e tormentata. Tuttavia, il fascino della Generazione Perduta non è diminuito con il passare degli anni. Lo scrittore statunitense, infatti, resta ancora tra i più amati al mondo: la sua irriverenza e la sua schiettezza hanno rivoluzionato la letteratura del XX secolo. Ecco quindi le citazioni più belle tratte dai suoi romanzi.

  • Sono stato solo mentre ero con molte ragazze e questo è il modo in cui si può essere più soli. (Addio alle armi)
  • Se tu non mi ami, io ti amo abbastanza per tutti e due. (Per chi suona la campana)
  • «Non si dovrebbe mai desiderare troppo» disse il colonnello. «Perché si rischia sempre di ottenere quel che si desidera.» (Di là dal fiume e tra gli alberi)
  • Non lo disse ad alta voce perché sapeva che a dirle, le cose belle non succedono. (Il vecchio e il mare)
  • Il vino è uno dei maggiori segni di civiltà nel mondo. (Morte nel pomeriggio)
  • Preoccuparsi è dannoso come aver paura; serve solo a far le cose più difficili. (Per chi suona la campana)
  • La retorica è come le scintille azzurre che fa la dinamo. (Verdi colline d’Africa)
  • Il coraggio percorre una distanza breve; dal cuore alla testa, ma quando se ne va non si può sapere dove si ferma; in un’emorragia, forse, o in una donna, ed è un guaio essere nella corrida quando se n’è andato, dovunque sia andato. (Morte nel pomeriggio)
  • È il grande inganno: la saggezza dei vecchi. Non diventano saggi. Diventano attenti. (Addio alle armi)
  • Il mondo è un bel posto e per esso vale la pena di lottare. (Per chi suona la campana)
  • Ora non è il momento di pensare a quello che non hai. Pensa a quello che puoi fare con quello che hai. (Il vecchio e il mare)

 

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Denise Lo Coco
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