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100 dischi ideali per capire il jazz

100 dischi ideali per capire il jazz . Milano, 7 luglio – In un libro curato da Ivo Franchi le storie delle opere più significative di questo genere musicale, dal ragtime agli anni Novanta Milano, 7 luglio – Miles Davis che concepisce la musica di Kind Of Blue solo poche ore prima della sua prima e unica registrazione e fornisce al suo gruppo soltanto alcuni semplici schemi cui attenersi.

John Coltrane che poco dopo essersi consumato nell’alcol e nell’eroina riversa la sua sete di Assoluto nel capolavoro A Love Supreme , Sonny Rollins che si ritira a suonare in solitudine sotto le arcate di un ponte per ritrovare se stesso e «le perdute fila della cosa musicale». Sono solo tre delle tantissime storie raccontate da 100 dischi ideali per capire il jazz , opera curata da Ivo Franchi, una carriera da giornalista musicale iniziata a Radiorai e proseguita come critico di , passando attraverso la pubblicazione di diversi volumi su jazz, rock e world music.

Il libro racconta la storia del jazz

Il libro racconta la storia del jazz attraverso quella della realizzazione dei cento dischi più significativi di questo genere musicale,  Quelli che ne illustrano meglio l’evoluzione dal punto di vista estetico, artistico e del costume. Cento schede, realizzate con il contributo di Vittorio Albani, Ezio Guaitamacchi, Vittorio Pio, Mauro Ronconi e Roberto Valentino, ricche di aneddoti e retroscena relativi a ogni singolo disco, precisissime nel citare musicisti, date e luoghi delle incisioni, ognuna completata dalla segnalazione di altri tre dischi, utili ad approfondire la conoscenza di un particolare stile o di una determinata epoca.

il mondo del rock

Molti i punti di contatto con il mondo del rock, frequentato a vario titolo da protagonisti di questo libro come Brian Setzer, Bill Frisell, John Zorn e Pat Metheny ma soprattutto influenzato da capolavori del jazz come Bitches Brew di Miles Davis. Le 100 opere selezionate da Franchi, cui si aggiunge un’ampia sezione dedicata al jazz classico, dal ragtime di Scott Joplin alle leggendarie Big Band di Duke Ellington e Count Basie, sono quelle che non dovrebbero mancare nella discoteca di ogni appassionato ma soprattutto quelle da cui, secondo quanto si legge nella prefazione di Enrico Rava, il neofita dovrebbe partire per innamorarsi di questa musica. «Se uno ascolta Porgy and Bess suonata da Miles Davis e Gil Evans – dice infatti il più internazionale dei jazzisti italiani – o è sordo, oppure, se è una persona minimamente sensibile, non può non essere catturato dalla sua bellezza».

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