Lev Tolstoj
Letteratura

Lev Tolstoj, specchio delle contradizioni del suo tempo, moriva il 20 novembre

Lev Tolstoj, tra introspezione e ricerca morale. Scrittore, filosofo ed attivista sociale.

Il 20 novembre del 1910 , moriva un grande personaggio della letteratura mondiale: Lev Tolstoj. MAM-e vuole ricordare l’autore che ha messo a nudo le contradizioni sociali del suo tempo.

L’origine e la maturazione di Lev Tolstoj

Nel 1828, ad una decina di chilometri da Tula, città della Russia occidentale, nella tenuta di Jasnaja Poljana nasceva Lev Nikolàevič Tolstòj. La sua era una famiglia d’antica nobiltà, ma essendo rimasto prematuramente orfano di genitori, la sua istruzione è stata affidata a precettori francesi e tedeschi. Studia prima filosofia e poi giurisprudenza all’Università di Kazan. Durante quei anni, nonostante la mania per il gioco d’azzardo, inizia a tenere un diario su cui continuerà a scrivere per tutta la vita.

Lev Tolstoj nel 1848, a 20 anni

Nel 1851, si arruola nell’esercito e parte per combattere nella Guerra del Caucaso. Questo evento segna ufficialmente l’inizio dell’attività letteraria dell’autore: nasce il racconto Infanzia (1851), il primo di una trilogia autobiografica che includerà Adolescenza (1854) e Giovinezza (1857).

Mentre nel 1853 inizia la Guerra di Crimea, viene trasferito a Sebastopoli dove vive una vera e propria vita da soldato. Questa esperienza, pur segnandolo profondamente, gli offre del materiale prezioso che lui userà per la stesura del ciclo di tre Racconti di Sebastopoli: impietosa descrizione della crudeltà della guerra che lascia poco spazio alla retorica patriottica.

La guerra è finita ma solo apparentemente

Dopo essere stato in vari paesi europei, Tolstoj ritorna in Russia e sposa, nel 1862, Sof’ja Andrèevna. In tutto ha avuto 13 figli e, in generale, la vita familiare ha favorito la sua produzione letteraria: proprio in questo periodo vedono luce i capolavori Guerra e pace (finito nel 1869) e Anna Karenina (scritto tra il 1873 e il 1877).

Nel primo, pur scegliendo di raccontare un evento storico di 50 anni prima, l’autore riesce ad affrontare i temi delle grandi riforme, come ad esempio: lo scontro tra liberali e conservatori, i primi attacchi terroristici (allora, detti anarchici), l’astio dei democratici nei confronti della struttura nobiliare e l’emancipazione della donna; tutte riflessioni con un profondo carattere storico-filosofico, che si intrecciano nel tessuto delle due tematiche principali: la guerra e la pace. Nel secondo grande titolo, Anna Karenina, vengono sempre affrontati i problemi sociali di quei tempi, con toni polemici e decisamente aggressivi.

La tenuta/museo di Jasnaja Poljana nello Ščëkinskij rajon

Le consapevolezze del post crisi esistenziale

Intorno al 1880, lo scrittore attraversa una profonda crisi spirituale che segna definitivamente il suo allontanamento dalla chiesa ortodossa e lo porta a teorizzare un senso religioso più autentico. Le fasi di questa metamorfosi sono descritte ne La Confessione (1882).

Coleridge aveva detto che chi comincia ad amare il cristianesimo più della verità, molto presto amerà la sua chiesa o setta più del cristianesimo. Finirà con l’amare se stesso, la propria tranquillità, più di ogni cosa al mondo. Io invece, ho cominciato ad amare la mia fede ortodossa più della mia tranquillità; poi ho amato il cristianesimo più della mia chiesa. Adesso amo la verità più di qualsiasi cosa al mondo. E fin qui, la verità coincide per me col cristianesimo, come io lo interpreto e come lo confesso; e nella misura in cui lo confesso, vivo tranquillo e lieto il mio approssimo felice alla morte

Con queste parole Tolstoj rispose al Santo Sindono della Chiesa ortodossa, che nel 1901 lo aveva scomunicato. Ricordiamo che la morte dello scrittore è avvenuta nel 1910. In seguito a questa crisi esistenziale, seguono opere caratterizzate da una forte inquietudine e ricerca morale tra cui: La morte di Ivan Il’ič (1886),  Sonata a Kreutzer (1889-1890) e Resurrezione (1899)

L’unica foto a colori di Tolstoj, scattata nella sua tenuta, 1908

Vladimir Il’ič Ul’janov, più comunemente conosciuto come Lenin, amava Tolstoj e lo chiamava “specchio della Rivoluzione russa” (quella del 1905, non del 1917). Nel 1908, per gli 80 anni dello scrittore, Lenin scrive:

Tolstoj è grande come interprete delle idee e delle tendenze che si sono venute delineando tra milioni di contadini. Tolstoj è originale, perché l’insieme delle sue convinzioni esprime la peculiarità della nostra Rivoluzione in quanto contadina. Sotto questo aspetto, le contradizioni nelle idee di Tolstoj sono un vero specchio delle condizioni contradittorie in cui è stata posta l’azione e storia dei contadini nella nostra rivoluzione. Tolstoj ha rispecchiato l’odio accumulato ma anche l’immaturità del sognatore

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