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Letteratura

Ernest Hemingway: 60 anni fa moriva uno degli scrittori simbolo del Novecento

Ernest Hemingway: 60 anni fa moriva uno degli scrittori simbolo del Novecento

Era il 2 luglio 1961 quando Ernest Hemingway, uno dei più grandi scrittori del Novecento, prese il proprio fucile e si sparò in bocca. Finì così la vita di uno dei più incisivi e tormentati scrittori della letteratura del Ventesimo secolo.

«Morire è una cosa molto semplice. Ho guardato la morte e lo so davvero. Se avessi dovuto morire sarebbe stato molto facile. Proprio la cosa più facile che abbia mai fatto… E come è meglio morire nel periodo felice della giovinezza non ancora disillusa, andarsene in un bagliore di luce, che avere il corpo consunto e vecchio e le illusioni disperse.»

Fu questo che Ernest Hemingway scrisse a soli 19 anni in una lettera indirizzata ai suoi genitori. La sua indole di scrittore era già scolpita in lui e con essa anche la grande condanna che comporta ogni riflessione profonda sul significato della vita, sull’amore, sul dolore e sulla morte.

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La vita di Ernest Hemingway

Infanzia

Fu una vita straordinariamente piena e avventurosa quella di Ernest Hemingway. Nato il 21 luglio 1899 a Oak Park, vicino a Chicago, ebbe un’infanzia serena, circondato dalla natura e da attività all’aperto, come la caccia e la pesca, a cui si aggiunse una passione per la boxe. Provenendo da una famiglia benestante, ebbe accesso ad una buona istruzione e fu già alle scuole elementari che, notata la sua attitudine alla scrittura, Hemingway venne spronato da alcuni insegnanti a scrivere molto, il che forgiò indelebilmente la sua nascente indole di scrittore.

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La Prima Guerra Mondiale

Arrivò il 1917 e con quell’anno la Prima Guerra Mondiale per gli Stati Uniti d’America. Dopo essersi presentato come volontario per arruolarsi in Europa, Hemingway fu respinto a causa di un difetto alla vista, motivo che lo portò ad essere mandato al fronte italiano come autista dell’American Red Cross. Fu poi assistente di trincea sulla Riva del Basso Piave, dove fu ferito alla gamba destra da alcune schegge austriache mentre portava in salvo un italiano. Il ricovero e la riabilitazione per la grave ferita riportata alla gamba avvennero all’Ospedale della Croce Rossa Americana di Milano, dove trascorse tre mesi. Fu qui che che si innamorò di Agnes von Kurowsky, un’infermiera statunitense di origine tedesca, che però decise di non sposarlo. Questo evento ispirerà, nel 1929, il racconto d’amore Addio alle armi. Una volta dimesso e decorato con la medaglia d’argento al valore militare italiana, ritornò al fronte a Bassano del Grappa, fino al 1919, anno in cui rientrò a Oak Park come un eroe.

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Il ritorno negli Stati Uniti e il primo matrimonio

Non più mantenuto dai genitori a causa una divergenza di vedute sul suo stile di vita, Hemingway si trasferì a Toronto, città che lo introdusse al mondo del giornalismo. Si spostò poi a Chicago dal fratello di un amico, dove conobbe la pianista Hadley Richardson con la quale si sposò nel 1921 ed ebbe il primo figlio. Poco dopo, il Toronto Star, giornale per cui lavorava, gli diede la grande occasione di andare in Europa come reporter.

Giornalista in Europa

Fu così che Ernest Hemingway partì alla volta di Spagna, Svizzera e Francia, radicandosi poi nella città culturale per eccellenza degli anni ’20: Parigi. Qui, grazie all’amico Sherwood Anderson, conosciuto a Chicago, ebbe modo di incontrare e stringere forti legami con la scrittrice statunitense espatriata Gertrude Stein, la quale lo presentò a James Joyce e a Ezra Pound.

La carriera letteraria di Ernest Hemingway

La carriera letteraria di Ernest Hemingway iniziò ufficialmente a Parigi, dietro al grande sostegno di Gertrude Stein e agli insegnamenti del poeta Ezra Pound. Intervistò Benito Mussolini in Italia, andò a Costantinopoli per seguire la guerra tra Grecia e Turchia, contrasse la malaria e collaborò con Francis Scott Fitzgerald, di cui diventò grande amico, nonostante l’antipatia verso la moglie Zelda Fitzgerald. In una lettera datata 1934 infatti scrisse così all’amico Scott: “Se c’è qualcuno che aveva bisogno di disciplina nel lavoro eri tu e invece ti sei sposato una che è gelosa del tuo lavoro, che vuol competere con te, e che ti rovina.”

I primi romanzi e il secondo matrimonio

Successivamente conobbe Pauline Pfeiffer, una redattrice di moda di Vogue, che nel 1927 sposò in seconde nozze, a seguito della grande crisi coniugale vissuta con Hadley. Trasferitosi nell’arcipelago delle Keys, in Florida, iniziò a scrivere A Farewell to Arms (Addio alle armi). In ottobre venne poi pubblicato Men without Women (Uomini senza donne) recensito dalla scrittrice Virginia Woolf.

Nel 1928, dopo la nascita del suo secondo figlio, l’autore restò profondamente segnato da un’evento che lo tormenterà per il resto della sua vita: il suicidio del padre.

Nel 1930, rientrato a Parigi, Hemingway si recò in Africa per un safari. Qui iniziò a bere rifuggendo la vita familiare con la seconda moglie e i figli che gli tarpavano le ali di una vita avventurosa. Ebbe poi una relazione con Jane Mason, moglie di un funzionario della Pan American World Airways che terminerà con un tentato suicidio della donna. Nel 1936 lo scrittore pubblicò il racconto Le nevi del Kilimangiaro (The Snows of Kilimanjaro) altro grande successo della sua carriera letteraria.

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La ripresa dell’attività giornalistica e il terzo matrimonio

Nel 1937, durante la guerra civile spagnola, Hemingway riprese l’attività giornalistica, lavorando ad un documentario propagandistico antifascista dal titolo Spain in Flames. Questo fu poi proiettato alla Casa Bianca, dove il Presidente Roosevelt invitò Hemingway e poi in California, dove fu presente anche Dorothy Parker. Successivamente si recò a Cuba e nel 1940, dopo il divorzio da Pauline, sposò Martha Gellhorn, conosciuta anni prima.

La Seconda Guerra Mondiale

Scoppiò la Seconda Guerra Mondiale e, nel 1942 lo scrittore si recò in vacanza a Città del Messico ospite di Nathan Davis che lo convinse ad iniziare un’attività di controspionaggio a L’Avana per impedire da parte della Quinta Colonna nazista di infiltrarsi a Cuba, dove Hemingway rimase fino al 1944. Alla vigilia dello sbarco in Normandia, si recò a Londra come inviato speciale del Collier’s. Lì conobbe Mary Welsh, inviata di TIME e Life, e iniziò a corteggiarla. A Londra, ritornando da una festa data da Robert Capa, ebbe un terribile incidente d’auto, a causa del quale riportò una commozione cerebrale. Una volta dimesso ricominciò a bere fino a quando decise di partecipare alla guerra in Europa. Si recò quindi, insieme ad altri corrispondenti di guerra, su un aereo per andare ad attendere l’invasione del D-Day.

Il quarto matrimonio e la pubblicazione de Il Vecchio e il mare

Nel 1946 Hemingway sposò Mary, mentre stava scrivendo The Garden of Eden (Il giardino dell’Eden). Nel 1947 presso l’ambasciata statunitense dell’Avana ricevette la Stella di Bronzo per i servizi prestati come corrispondente di guerra in Francia e Germania. Tornato a Cuba si dedicò alla pesca e scrisse uno dei più grandi successi attribuiti all’autore: The Old Man and the Sea (Il vecchio e il mare) che terminò nel 1952.

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Gli incidenti

Hemingway visse molti incidenti sulla sua persona, ma molti attribuiscono questi al risultato di una vita così piena di avventure ed esperienze al limite. Secondo gli studiosi vi sono almeno tre aspetti del suo carattere emersi sin dall’adolescenza: il narcisismo, l’amore per le situazioni di pericolo e il senso della morte.

Dopo il grave incidente d’auto di Londra del 1944, nel 1954 Hemingway visse un incidente aereo con sua moglie Mary, in cui, dopo un atterraggio di fortuna da parte del pilota in Uganda, passarono la notte come dei naufraghi. Avvistati poi da una barca, furono trasportati a Butiaba dove presero un piccolo aereo che prese fuoco e in cui lo scrittore, nel tentativo di sfondare un portello con la testa, subì danni fisici molto gravi dai quali non si riprese mai.

Mentre si trovava in Kenya, ci fu un incendio in un accampamento vicino e, dopo essere accorso per aiutare, Hemingway venne avvolto dalle fiamme, riportando ustioni e ferite di grave entità.

Gli ultimi anni di Hemingway

Il Premio Nobel

Nel 1954 arrivò per telefono la notizia che gli era stato assegnato il premio Nobel per The Old Man and the Sea (Il vecchio e il mare).

La depressione

Nel 1957 Hemingway iniziò a soffrire di una forte depressione e crisi maniaco-depressive. Lo ricoverarono sottoponendolo a numerosi elettroshock, ma il risultato fu una temporanea afasia. A questo proposito scrisse: «Che senso ha rovinare la mia mente e cancellare la mia memoria? Queste cose costituiscono il mio capitale e senza di esse sono disoccupato. È una buona cura, ma abbiamo perso il paziente.»

La morte

Il 21 aprile 1961, dopo aver tentato il suicidio con il suo fucile, Mary lo fece ricoverare al Sun Valley Hospital. Successivamente Hemingway andò alla clinica Mayo, dove subì ulteriori elettroshock. Dopo una permanenza di due mesi, lo scrittore risultò “clinicamente guarito” e fu dimesso ma poco dopo ricominciò ad avere paranoie e allucinazioni. La mattina del 2 luglio 1961 Ernest Hemingway si suicidò mettendosi la canna del fucile in bocca. Il funerale avvenne nella piccola chiesa di Our Lady of the Snow alla presenza di Mary, dei tre figli e di pochi amici. La sepoltura fu poi nel cimitero di Ketchum in Idaho.

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Tomba di Ernest Hemingway al cimitero di Ketchum in Idaho.

 

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