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Interviste

STEFANO BOERI – LA TRIENNALE, IL MIO RILANCIO

Stefano Boeri, attuale presidente della Triennale di Milano, racconta il suo rilancio della storica istituzione culturale.

Lei ha avviato un rilancio della Triennale di Milano. Di cosa si tratta esattamente?

Da un lato, la mia intenzione è quella di esaltare ciò che è stato fatto alla Triennale nei passati dieci anni. Dall’altro, il mio sguardo è rivolto anche al futuro e a tutte le innovazioni che ne conseguono. La Triennale verrà riportata a essere uno storico palazzo d’arte, arricchito però con opere nate dalla cultura contemporanea. Abbiamo quindi rinnovato il modo di trattare le varie categorie culturali, istituendo quattro nuovi dipartimenti:

  • BODIES (teatro, danza, musica, performance), a cura di Umberto Angelini
  • IMAGES (televisione, cinema, fotografia, new media), a cura di Myriam Ben Salah
  • OBJECTS (design, moda, artigianato), a cura di Joseph Grima
  • SPACES (architettura, città, rigenerazione urbana), a cura di Lorenza Baroncelli.

Inoltre, è stato nominato Direttore Generale della Fondazione Carlo Morfini.

Qual è invece il rapporto della Triennale con il mondo della moda? Creerete un dipartimento dedicato anche a questo settore?

Credo che oggi il concetto di “archivio” nei musei e nelle fondazioni di tutto il mondo sia cambiato. Infatti, non bisogna necessariamente possedere oggetti che appartengano a una specifica categoria. Per il momento, quindi, non abbiamo un dipartimento dedicato alla moda. Tuttavia, siamo consapevoli del fatto che la Triennale è nata grazie ai finanziamenti dei fratelli Bernocchi, industriali del settore tessile che intuirono subito le grandi potenzialità della nostra istituzione. Nel 2019 ospiteremo un museo del design e vorremmo, di conseguenza, avviare un progetto simile anche riguardo al campo della moda.

La Triennale è un’istituzione storica di Milano. Qual è, dunque, il suo rapporto con questa città?

Il rapporto tra Triennale e Milano è produttivo: apriamo meno mostre, ma dall’impatto decisamente più notevole. E tali mostre si affermano nell’ambiente culturale milanese al punto da durare più di quanto non durassero in passato. Inoltre, la Triennale cerca costantemente di coinvolgere tutte le istituzioni che si trovano nei pressi della zona del Parco Sempione, come per esempio l’Arena Civica e il Piccolo Teatro.

Oltre a Milano, la Triennale ha rapporti anche con altre città italiane?

Naturalmente, l’alta velocità oggi ci consente di raggiungere facilmente qualunque meta. Infatti, abbiamo avviato collaborazioni anche con altre città italiane.

Parliamo di lei, Stefano Boeri, in qualità di architetto e progettista che opera a Milano. Di recente, si discute di molte nuove costruzioni in città, alcune delle quali già in corso. Lei non crede che bisognerebbe invece dedicarsi alla ristrutturazione di costruzioni già esistenti e inadatte agli standard odierni? Le famiglie milanesi, per esempio, si sono notevolmente ridotte al loro interno, ma gli appartamenti restano molto spaziosi.

Da un lato, è vero che  a Milano ci sono moltissimi edifici da ristrutturare. In particolare, sarebbe opportuno concentrarsi sugli uffici sfitti e sulle case vuote, intervenendo con una politica coraggiosa. Dall’altro lato, ci sono progetti che mirano a nuove ristrutturazioni, come quelli dedicati agli scali ferroviari, per esempio. Anche questo aspetto è importante, in quanto Milano è una città che cresce costantemente. E il mio ruolo, sia come architetto che come presidente della Triennale, è quello di partecipare attivamente e produttivamente a questa crescita.

 

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