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Venezia riascolta Pasolini e Schifano

Passato il ciclone Kidman, la Mostra si ferma ad ammirare i ritratti di due grandi artisti italiani, dipinti da Laura Betti e Luca Ronchi Venezia, 2 settembre – Sin dall’apertura del festival, gossippisti e coloristi vari non fanno altro che attendere il Nicole Kidman day. E ieri, in un Palagalileo, zeppo come un uovo, The Others , il primo film americano dell’altrimenti quasi promettente Alejandro Amenabar, ha fatto la sua prima apparizione pubblica. Classica ghost story old style (inevitabile il riferimento al Giro di vite di Henry James), il film, al di là di un accademismo a tratti stucchevole, mette in scena una gestione dei colpi di scena efficace anche se prevedibile. Senza rivelare quale sia il colpo di scena che tiene in piedi tutta l’impalcatura narrativa della pellicola, The Others , a dispetto di tutto il virtuosismo di Amenabar, rischia di essere ricordato soprattutto come una specie di lussuoso «regalo di divorzio» di Tom Cruise alla sua ex consorte.
Quem es tu? , nuovo film di Joao Botelho, è al momento l’unico titolo in grado di riscattare un concorso sino a questo momento francamente deludente. Certo, tentare di capire cos’abbiano in comune, tanto per dire, Mira Nair e Botelho, è impresa ardua. Resta il fatto che Quem es tu? è una straordinaria lezione di cinema tesa tra Straub e Dreyer che reinventa un momento drammatico della storia portoghese. Film di voci ed emozioni, Mario Schifano tutto di Luca Ronchi (Nuovi territori) e Pier Paolo Pasolini e la Ragione di un sogno di Laura Betti (Fuori concorso) si costruiscono come coagulazioni di senso intorno a opere problematiche, aperte/infinite che non cessano di porre problemi. Se Ronchi si è trovato di fronte l’archivio sterminato di Schifano per tentare di (non) mettere ordine nella sua vicenda umana e artistica, la Betti con il suo film tenta di ricontestualizzare la voce di Pasolini (foto) nelle vicende di un presente largamente anticipato, previsto dal poeta friulano. E in un festival saturo di immagini inutili, risentire/rivedere le voci di Schifano e Pasolini conferisce all’ascolto (ritrovarsi) un carattere dolcemente cinematografico. Altra sonda tra due mondi apparentemente lontani, Nella Napoli di Luca Giordano di Mario Martone è una straordinaria indagine sulle forme della pittura di Giordano che viene vincolata alla carne della Napoli odierna attraverso lancinanti inserti in bianco e nero. Ciò che riesce a Martone nell’arco di soli venti minuti, si rivela essere un ostacolo insormontabile per Richard Linklater, regista discontinuo ma (quasi) sempre interessante. Il suo Waking Life , film diretto come il classico indie movie Sundance ma ripassato in digitale attraverso un inusuale procedimento pittorico è una sorta di omaggio filosofico alla nouvelle vague, autocompiaciuto e chiacchierone. Il problema, al di là della simpatia grunge-garibaldina di Linklater, è che tutto risulta enunciato e di testa e tremendamente universitario. Ma a qualcuno piace indie. (giona a. nazzaro)

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