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Romanzo Criminale 2: il ritorno della Serie

La Banda della Magliana prosegue la sua sanguinaria ascesa

"A metà degli anni Settanta una banda di delinquenti di strada partì dalle periferie per conquistare Roma. Per inseguire il loro sogno ingenuo e terribile travolsero ogni ostacolo. Strinsero alleanze pericolose. Si credevano immortali".

È questa la prima frase che echeggia in Romanzo criminale, pellicola diretta nel 2005 da Michele Placido e tratta dall’omonima pubblicazione del giudice Giancarlo De Cataldo (2002).

Ed è seguendo il medesimo filo narrativo che si dispiega Romanzo criminale – La serie, prodotto televisivo magistralmente curato e diretto da Stefano Sollima e che, forte del successo ottenuto oltre un anno fa da critica e pubblico, tornerà sugli schermi il 18 novembre (su Sky) con la seconda, attesissima stagione.

La narrazione è ispirata alla storia della Banda della Magliana, nome che il giornalismo italiano attribuì a quella che veniva considerata la più influente organizzazione criminale operante a Roma nei decenni Settanta/Ottanta. Ad essa vennero attribuiti legami di stampo mafioso con Cosa nostra, Camorra, ‘Ndrangheta, ma anche con esponenti politici come Licio Gelli e Loggia P2, con i Servizi Segreti e lo Stato Vaticano.

La Banda si forma quando i leader di due gang minori, Il Libanese (Francesco Montanari) e Il Freddo (Vinicio Marchioni), si incontrano e, in un delirio di onnipotenza e follia, decidono di prendere il controllo di Roma.

Tutti vogliono comandare ma, in realtà, nessuno ancora possiede la forza e la determinazione necessarie per imporsi in modo assolutistico. Loro, invece, sono li. Pronti a prendersi la Capitale a qualsiasi costo.

Amicizie, amori, sconfitte, dispiaceri, tradimenti e rancori faranno da corollario, ancora una volta, a questa Banda che, dopo la morte del Libanese, dovrà affrontare una svolta: oltre alla naturale necessità di eleggere un nuovo leader, crescerà esponenzialmente la sete di vendetta per rivendicare la morte del Libano.

Proprio da questo episodio che concluse la prima serie, riparte la seconda stagione della fiction: la formula resta invariata, la cura nella ricostruzione storica e narrativa, l’attento lavoro di post-produzione (montaggio e correzione del colore) e la solidità delle sceneggiature, lo candidano come uno dei migliori prodotti televisivi italiani degli ultimi tempi.

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