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Nippon a Lugano

Dal 23 ottobre al 27 febbraio Lugano apre le braccia al Giappone La città di Lugano ospita un evento unico nel suo genere che coinvolge la città intera offrendo un itinerario che percorre gli aspetti più interessanti dell’arte, della fotografia, della cultura e della storia del Paese del Sol Levante da meta Ottocento ai giorni nostri.

La rassegna, intitolata Nippon. Tra mito e realtà: arte e cultura nel Paese del Sol Levante, rappresenta anche una tappa importante del percorso che condurrà la città di Lugano ad inaugurare nel non più tanto lontano 2013 il LAC, nuovo centro culturale del capoluogo svizzero.

Le mostre si terranno a Villa Ciani, al Museo d’Arte di Villa Malpensata, al Museo Cantonale d’Arte e al Museo delle Culture.

Ineffabile Perfezione. La fotografia del Giappone . 1860-1910, in cartellone dal 23 ottobre al 27 febbraio e allestita presso Villa Ciani, propone quasi duecento fotografie ad opera dei fotografi più di spicco della seconda metà dell’Ottocento provenienti da una collezione privata considerata la più grande e ricca di questo genere esistente al mondo, superiore addirittura a quella conservata presso l’Università di Nagasaki.
Le tematiche di fronte alle quali lo spettatore viene messo riguardano tutti gli aspetti della cultura nipponica del periodo in cui il Giappone si apriva all’America e all’Europa influenzando con la sua iconografia e la sua creatività il gusto occidentale.
Comune denominatore di queste immagini è la donna, colta nei molteplici aspetti della bellezza sublime: donna di casa, contadina, donna di bottega e donna di piacere sono solo alcune delle sfaccettature su cui fa luce questa mostra che, oltre ad immagini su supporto fotografico, contempla anche una cinquantina di raffinati oggetti: abiti maschili e femminili, armature, sculture di carattere religioso, maschere del teatro Nō.

Araki Love and Death, in programma dal 23 ottobre al 20 febbraio al Museo d’Arte di Villa Malpensata, presenta le immagini di Nobuyoshi Araki, in una retrospettiva che ne ripercorre la carriera e presenta in esclusiva anteprima mondiale alcuni degli ultimi scatti realizzati dal fotografo poche settimane prima dell’inaugurazione.
La fotografia di Araki riattualizza molti dei temi che più strettamente si legano alla cultura giapponese, oltre a prendere spunto da esperienze autobiografiche, come la fine della relazione con la sua donna, rappresentata nelle due collezioni Sentimental Journey e Winter Journey. Cieli, alberi in fiore, cibo, nudi femminili, paesaggi urbani costituiscono comunque la maggior parte del suo lavoro.

Al Museo Cantonale d’Arte e nel Parco di Villa Ciani è in cartellone dal 23 ottobre al 20 febbraio la mostra Gutai. Dipingere con il tempo e lo spazio: verrà ripercorso il movimento artistico Gutai, costituitosi a Osaka nel 1954 su iniziativa del pittore Jiro Yoshihara. Corrente che vede accrescere il numero dei suoi membri e che resta in vita fino al 1972, anno della morte del suo fondatore, è caratterizzata da happening, installazioni all’aperto, mostre giornaliere, action painting e performance teatrali.
La mostra punto l’obiettivo sul primo che sul secondo periodo Gutai, che vanno rispettivamente dalla fondazione al 1960 e dal 1961 al 1964. Nella sezione ospitata all’aperto al Parco di Villa Ciani vengono ricreate alcune delle installazioni più significative ideate in occasione di esposizioni tenutesi all’aperto in Giappone risalenti alla metà degli anni Cinquanta. Tra esse: una passerella percorribile, un campanile di stoffa dal cui interno si può vedere uno scampolo di cielo, una serie di festoni di nylon contenenti acqua pigmentata con colori diversi.

Ultima ma non per importanza è Shunga. Arte ed Eros nel Giappone del periodo Edo, al Museo delle Culture Heleneum dal 23 ottobre al 27 febbraio. Il termine shunga significa letteralmente "immagini della primavera" e definisce un genere di stampe a soggetto erotico che raggiunse il suo acme tra il 1603 e il 1867. Riflessione etica ed estetica sulla brevità e transitorietà della vita, questa mostra presenta 62 opere tra xilografie e volumi a stampa realizzate da artisti quali Kiyonaga, Utamaro, Hokusai e Hiroshige.

Oltre alle quattro mostre sopracitate, per tutto il periodo il pubblico può entrare maggiormente in contatto con la enigmatica e camaleontica cultura di questo paese, tanto distante dal mondo occidentale, attraverso una serie di iniziative collaterali che prevedono, oltre a performance teatrali e musicali, molteplici incontri per contemplare da vicino momenti rituali e culturali della vita nipponica: la vestizione del kimono e della geisha, la cerimonia del tè, dimostrazioni di ikebana, arti marziali e corsi di origami e impacchettatura, potatura di bonsai e presentazioni di calligrafia.

Per maggiori informazioni e il calendario completo delle inziative visitare il sito
www.nipponlugano.ch.

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