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L’Ulisse sofisticato di Bob Wilson

Lo spettacolo in scena a Milano dopo cinque mesi di repliche ad Atene. Da seguire il duo Tagliarini-Deflorian a Roma e l’associazione Arte e Salute a Bologna. Scopri gli altri debutti

Non c’è scenografia, solo delle comuni sedie di plastica. Non ci sono costumi, ma dei normali abiti d’oggi. E la parete di fondo si trasforma in una specie di lavagna su cui Cupido – autentico deus-ex-machina dell’azione – segna a pennarello le combinazioni fra le varie coppie, alcune battute del copione, alcune confessioni più o meno intime degli attori. Damiano Michieletto, un regista che proviene dalla lirica, aggiunge un tocco di spigliata freschezza alla trama del Ventaglio di Goldoni: la sua messinscena – divertente e furbetta – è da martedì 2 aprile all’Elfo Puccini di Milano.

Ulisse come eterno mito della scoperta e della conoscenza, l’intramontabile fantasia omerica assommata al sofisticatissimo immaginario scenico di Bob Wilson: Odyssey, la nuova proposta del regista texano, realizzata in co-produzione fra il Piccolo Teatro e il Teatro Nazionale di Grecia, debutta mercoledì 3 aprile al Teatro Strehler di Milano, dopo cinque mesi di repliche ad Atene. È una riscrittura odierna del poema classico, recitata in greco moderno, con musiche dal vivo, e firmata dal poeta inglese Simon Armitage, che ne ha già ricavato una versione radiofonica per la BBC.

Dopo Finale di partita e un Aspettando Godot dai vaghi accenti lombardi, Lorenzo Loris torna a Beckett, di cui affronta una delle opere più emblematiche, Giorni felici, da mercoledì 3 all’Out Off di Milano. Al centro dello spettacolo, calata in un apparato aspramente costrittivo, una sorta di enorme gogna di legno – più che la montagnola prevista dall’autore – la Winnie della brava Elena Callegari, già Gilda testoriana e Adalgisa di Gadda, affiancata nel ruolo di Willie dal compositore Matteo Pennese, creatore delle musiche da lui stesso eseguite al bandoneon.

Intorno ai 748 quaderni di Janina Turek, la donna polacca che per circa mezzo secolo ha annotato ossessivamente i dettagli più insignificanti delle proprie giornate, AntonioTagliarini e Daria Deflorian hanno intrapreso due percorsi di ricerca, rzeczy / cose, un’installazione basata sugli oggetti che raccontano una vita, gli ipotetici oggetti di Janina, quelli dei due performer e dei loro amici, e il folgorante Reality. I due lavori vengono presentati per la prima volta insieme al Teatro Palladium di Roma: il primo da mercoledì 3 a venerdì 5, il secondo sabato 6 e domenica 7.

L’anno scorso avevano affrontato con irresistibile ironia un testo beffardamente pertinente, Il medico dei pazzi. Quest’anno ritornano al repertorio della farsa napoletana accostandosi a un altro testo di Eduardo Scarpetta, Miseria e nobiltà. Sono i pazienti psichiatrici dell’associazione Arte e Salute di Bologna, che – diretti come sempre dal regista Nanni Garella, e col prezioso rinforzo del comico Vito – si riaffacciano da giovedì 4 alla ribalta dell’Arena del Sole. La finalità del loro lavoro teatrale era, all’inizio, prevalentemente terapeutica, ma nel frattempo sono diventati attori consumati, divertenti, precisi, a tratti scatenati.

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