Gianfranco Ferré: la biografia

Nel giugno del 2007, improvvisamente il mondo della moda perdeva uno dei suoi protagonisti. "L’architetto stilista", che Maria Vittoria Alfonsi racconta in un libro Il 17 giugno 2007 è una data infausta per il mondo della moda internazionale. Si spegneva infatti, dopo un improvviso peggioramento delle sue condizioni di salute, Gianfranco Ferré, "l’architetto stilista" (si era laureato al Politecnico di Milano), il raffinato ideatore di stile che alla fine degli anni ’70 aveva dato vita a un terzetto delle meraviglie con Giorgio Armani e Gianni Versace.

Dopo Essere Armani e Il mito Versace, Baldini Castoldi Dalai editore ha dato dunque alle stampe un doveroso omaggio biografico a Gianfranco Ferré, curato dalla giornalista Maria Vittoria Alfonsi. Nel libro (233 pagg., 25 euro, arricchito da un bell’apparato fotografico), ritroviamo l’essenza dello stilista e una miriade di notazioni personali, il suo carattere apparentemente spigoloso, la venerazione di cui godeva fra i suoi collaboratori, l’attaccamento alla famiglia e in particolare alla cugina, Rita Airaghi, oggi direttrice generale della Fondazione Ferré.

Accanto alle tappe fondamentali di una carriera che seppe innestare lo stile italiano persino nel cuore della moda francese (lo stilista fu chiamato da Bernard Arnault a occuparsi della maison Dior dall’89 al ’96), troviamo il Ferré più intimo, quello che non sapeva dire di no ai dolci, quello legatissimo ai suoi natali legnanesi; e poi ancora l’esperto d’arte contemporanea, l’oculato collezionista, l’appassionato di musica leggera (nel libro troviamo anche un ricordo commosso di Roberto Vecchioni), l’orgoglioso presidente della prestigiosa Accademia di Brera. Un gigante schivo e rigoroso, che onorava l’arte del lavoro e il lavoro dell’arte.

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