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Cortez e Orwell: doppio esordio

Milano, 19 gennaio 2005 – Sono due griffe emergenti del mondo della moda maschile. Una, Orwell, ha debuttato la scorsa settimana a Pitti Uomo con la prima collezione maschile di alta maglieria firmata da Olmes Carretti. L’altra porta il nome del suo autore, Diego Cortez, ed è prodotta dalla Rock di Candiana, in provincia di Padova. Dopo aver presentato la prima collezione di prêt-à-porter femminile la scorsa primavera, è ora venuto il momento della collezione uomo, fatta sfilare ieri pomeriggio all’Hotel Diana, nell’ambito di Milano Moda Uomo. Secondo uno dei trend più visti sulle passerelle, l’uomo Cortez il prossimo autunno vestirà con dovizia di riferimenti religiosi, simboli di una spiritualità profonda che incontra l’effimero, dando così forma a una sorta di neopaganesimo. Tessuti mimetici, retinati, lasciano intravvedere le forme del corpo, sul quale si adagiano medaglie dai soggetti mitologici.
Una delle proposte forti della prima collezione uomo di Orwell è invece la felpa 100% cashmere, tinta a mano a più colori ed infine delavata per ottenere un’aria vissuta. Tra le fonti di ispirazione, le antiche tecniche di tessitura invalse nel lontano Tibet, dal quale vengono anche le palette di colori polarizzati che esaltano i grafismi geometrici di alcuni capi. L’azienda tessile fondata a Milano nel 1984 da Enrico Belotti e Roberto Pivoli si è presentata a Pitti con la voglia di guadagnare nuova visibilità, grazie anche al recente ingresso nella compagine azionaria di Massimo Gatti, uno dei proprietari – negli anni Novanta – del fortunato brand Best Company.
Nella foto, due felpe della collezione A/I 2005 Orwell. In home page, un modello Diego Cortez sempre per la prossima stagione autunnale

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