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Addio Giancarlo Cobelli

Il regista si è spento oggi all’età di 82 anni. Fu attore, mimo e regista

Si è spento oggi, all’età di 82 anni, Giancarlo Cobelli, artista eclettico e irrequieto. Ne ha dato notizia il Teatro Lirico sperimentale “A. Belli” di Spoleto, con il quale Cobelli aveva collaborato in numerose occasioni fino al 2000. Nato a Milano nel 1929, Cobelli si era formato al Piccolo, sotto la direzione di Giorgio Strehler. La sua carriera era cominciata come mimo e cabarettista; sul finire degli anni Cinquanta, grazie al sodalizio artistico con Giancarlo Fusco, aveva dato vita a un Cabaret poi replicato anche in anni seguenti, in cui la sua indiscutibile verve veniva posta in evidenza nell’ambito di un “recital anti-recital”, capace anche di mettere in luce la sua avversione per ogni facile stereotipo.

In questo senso, fu esemplare la capacità di Cobelli di ritagliarsi uno spazio di rilievo anche nella nascente televisione pubblica, dove diventò un beniamino dei più piccini con il personaggio di Pippotto. A teatro è lunga e assai qualificata la lista di regie cui Cobelli appose la firma, dagli Uccelli di Aristofane (1968) al Woyzeck di Büchner (1969), da Antonio e Cleopatra di Shakespeare (1972 e 1974) a La pazza di Chaillot di Giraudoux (1972). E ancora La figlia di Iorio di D’Annunzio (1973), L’impresario delle Smirne di Goldoni (1974), L’Aminta del Tasso. In carriera vinse diversi premi Ubu, a partire dai quattro ottenuti dalla Turandot di Gozzi. Nel 1991 ne ottenne uno per aver diretto nello stesso anno Un patriota per me di Osborne e Il dialogo della palude della Yourcenar, il primo dei due mai rappresentato prima in Italia.

Accanto alla prosa, Cobelli si è dedicato molto anche alla lirica, dirigendo in vari teatri in Italia e nel mondo. Fra questi, il San Carlo di Napoli, il Carlo Felice di Genova, la Fenice di Venezia e La Scala di Milano, dove diresse Iphigénie en Tauride di Gluck (1992), L’angelo di fuoco di Prokof’ev (1994, ripreso nel 1999) e Il Turco in Italia di Rossini (1997). Con lui hanno condiviso lo spazio scenico direttori d’orchestra come Riccardo Muti, Roberto Abbado e Riccardo Chailly.

Nel 2003 Franco Quadri lo chiamò a curare la dodicesima edizione dell’École des Maîtres, scuola-laboratorio internazionale per la formazione di nuovi attori e l’approfondimento di temi legati alle arti sceniche. Per una strana coincidenza del destino, la morte di Giancarlo Cobelli cade a pochi giorni proprio da quella del grande critico, scomparso un anno fa.

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