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La Rai, un servizio pubblico, non un posto di spartizione dei partiti

La Rai, un servizio pubblico, non come vogliono TUTTI i partiti un centro di propaganda politico. Draghi ci vuole una  nuova legge.

La RAI è un servizio pubblico di informazione e cultura da sempre nelle mani voraci dei partiti per una lottizzazione peraltro di basso livello. Sono purtroppo finiti i tempi dei Biagi, dei Barbato, ma anche dei Biagio Agnes e dei grandi uomini al servizio di un idea di stato che ora non c’è più.

I piccoli epigoni di oggi, sono quelli che sono riusciti a mettere due sconosciuti ma di ortodossia Lega ,M5S come Foa e Salini.

Il servizio pubblico

Servizio pubblico oggi come ieri vuol dire cultura e informazione, cose che impattano sul senso civico e ne determinano anzi la sua formazione. Quindi questioni determinanti e da sempre intoccate perché cosi fa comodo a tutti, anche alla sinistra che si accontenta dei suoi spazi e dei suoi famigli ben sistemati.

Fedez e il concertone

In questo contesto il tentativo di censura che la vice direttrice di Rai tre, ex portavoce di Veltroni, cosi tenta di minimizzare confermando il tentativo di censura, Ilaria Capitani dice che il testo diffuso da Fedez non corrisponde all’originale (l’unica persona dell’azienda Rai tra quelle che intervengono nella conversazione pubblicata da Fedez) , essendo stati operati dei tagli. Le parole realmente dette sono: ‘Mi scusi Fedez, sono Ilaria Capitani, vicedirettrice di Rai3, la Rai non ha proprio alcuna censura da fare. Nel senso che… La Rai fa un acquisto di diritti e ripresa, quindi la Rai non è responsabile né della sua presenza, ci mancherebbe altro, né di quello che lei dirà […] Ci tengo a sottolinearle che la Rai non ha assolutamente una censura, ok? Non è questo […] Dopodiché io ritengo inopportuno il contesto, ma questa  una cosa sua”.

Salvini

Pre concerto già Salvini aveva tentato di depotenziare l’intervento sulla legge #Zan  che vuole mettere definire bene la legge sull’omofobia che persino il leghista #Ostellari cosi dichiara : “Se la legge Zan è scritta male, è dovere del Parlamento riscriverla o cambiarla”. E aggiunge: “Capisco che faccia comodo semplificare le cose, ma non stiamo assistendo ad uno scontro fra buoni e cattivi. Il disegno di legge Zan tratta questioni fondamentali: affettività, famiglia, libertà di espressione ed educazione”.

 

 

 

 

 

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