I DIRITTI AL TEMPO DEL #CORONAVIRUS

I DIRITTI AL TEMPO DEL #CORONAVIRUS

ORMAI IL #CORONAVIRUS HA CREATO E PRODOTTO IL PANICO. I PROVVEDIMENTI DEL GOVERNO INSEGUONO L’ESPANSIONE DELLA MALATTIA, NON PUO’ CHE ESSERE COSI’. MA I DIRITTI DEI CITTADINI AL TEMPO DEL #CORONAVIRUS QUALI SONO?

Azzerati i diritti dei cittadini al tempo del coronavirus. Il panico prodotto dal #CORONAVIRUS sembra aver azzerato i diritti dei cittadini, ma al contrario questo è il momento di informare mettendosi dalla parte deicittadini/consumatori che non devono interpretare, ma avere la certezza ragionevole di come potersi comportare.

Il blocco delle attività lavorative

DIRITTI CORONAVIRUS. Il blocco delle attività lavorative è durissimo, ma figlio di una cosa che non conosciamo, che non riusciamo a capire, che è nuova in assoluto negli ultimi 70 anni ,e pone la necessità di una corretta informazione per produrre comportamenti virtuosi e non lasciare la gente nel panico.

Purtroppo l’informazione primaria, cioè quella governativa ha confuso, creato incertezza e gestita con codici vecchi.  La fuga di notizie dalla Presidenza del Consiglio e dalla Presidenza della Regione Lombardia è inammissibile e andrebbe sanzionata con durezza, cosa che non avviene.

La notte di Domenica

La notte di Domenica ha avuto dell’ incredibile, confusa e non ha tenuto conto delle necessità di chi chiedeva non indicazioni politiche ma pratiche per sapere cosa fare, come muoversi e che ha prodotto l’assalto dei treni, la fuga verso il sud, l’assalto ai supermercati.

Chi segue l’informazione assiste a giornalisti diventati virologi, professori univesitari, psicologi ecc, ecc. Grave e preoccupante, non si fa informazione così ,ma mettendosi dalla parte dei cittadini che devono essere informati correttamente.

Dunque capire come aiutare

Dunque capire come aiutare nei comportamenti più semplici della vita di tutti i giorni, evitare le prevedibili conseguenze di informazioni non valutate bene, assalto ai supermercati, fuga al Sud ecc ecc.

Meno comunicazione e più precisione della stessa, indicazioni chiare, precise, incontrovertibili, quindi più valutate.

Speriamo che ci si renda conto

Speriamo che ci si renda conto che i cittadini necessitano di informazioni ragionevoli, di avere indicazioni precise semplici che non provochino il panico, che è IMPERATIVO evitare.

Questi sono diritti, informazione si deve dire democratica e non in mano alle èlite, per i più e non filtrata dai colti per le masse. Non sono slogan, ma elementari principi di democrazia.

 

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Alessandro Dalai
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