PABLO PICASSO, PITTORE,SCULTORE

PABLO PICASSO, PITTORE,SCULTORE

Pablo Picasso, pittore, scultore, incisore e ceramista spagnolo

Pablo Picasso, pittore, scultore, incisore e ceramista spagnolo, attivo soprattutto in Francia. Fu il più famoso, versatile, prolifico e influente artista del XX secolo.

Anche se è ormai consueto dividere la sua produzione in determinate fasi, queste divisioni sono in un certo senso arbitrarie, in quanto la sua energia e immaginazione furono tali che spesso lavorò simultaneamente su una grande quantità di temi in stili diversi.

Lui stesso disse: “I diversi stili che ho usato nella mia arte non devono essere considerati un’evoluzione, o come passi verso un’ideale sconosciuto di pittura. Quando ho trovato qualcosa da esprimere, l’ho fatto senza pensare al passato o al futuro. Non credo di aver usato elementi radicalmente diversi nei vari stili che ho usato in pittura. Se i soggetti che volevo esprimere suggerivano modi espressivi differenti, non ho esitato ad adottarli”.

Figlio di un pittore

Pablo Picasso, figlio di un pittore e maestro di disegno, immerso nell’arte fin dall’infanzia (la sua prima parola si dice che sia stata piz, versione infantile per lapiz, matita).

Nel 1900 fece la sua prima visita a Parigi e a quel tempo aveva già assorbito una vasta gamma di influenze.

Tra il 1900 e il 1904 visse tra Parigi e Barcellona.

Periodo Blu Pablo Picasso

Questi anni coincidono con il Periodo Blu, quando prendeva i suoi soggetti dal mondo dei poveri e degli emarginati e l’atmosfera predominante dei suoi dipinti era rappresentata da una malinconia un po’ sentimentale, espressa attraverso freddi ed eterei toni di blu (La vita, 1903, Cleveland Museum of Art). Realizzò anche un certo numero di efficaci incisioni in uno stile simile (Il pasto frugale, 1904).

Nel 1904 si trasferì a Parigi e divenne ben presto parte di una cerchia di artisti e scrittori d’avanguardia. Una breve fase tra il 1904 e il 1905 è conosciuta come Periodo Rosa. I predominanti toni blu delle opere precedenti lasciano spazio al rosa e al grigio e l’atmosfera si fa meno austera.

Soggetti preferiti Pablo Picasso

I suoi soggetti preferiti erano acrobati e danzatori, in particolare la figura di Arlecchino. Nel 1906 Pablo Picasso incontrò Matisse ma, anche se pare che abbia apprezzato le opere dei *fauvisti, non condivise il loro interesse per l’uso decorativo ed espressivo del colore (infatti la sua opera mostra spesso uno scarso interesse per il colore ed è significativo che -a differenza di molti pittori -a Picasso piacesse lavorare di notte con la luce artificiale).

Periodo Negro Il periodo attorno al 1906-07 Pablo Picasso

a volte denominato Periodo Negro di Pablo Picasso, a causa dell’impatto che la scultura africana ebbe sul suo lavoro, ma Cezanne costituì un’influenza egualmente potente a quel tempo, quando la sua attenzione era assorbita dall’analisi della forma.

Le sue sperimentazioni culminarono nelle Demoiselles d’Avignon (1906-07, Museum of Modern Art, New York), che nella sua distorsione delle forme e nel disprezzo della convenzionale idea di bellezza rappresentò una violenta rivolta contro la tradizione, come i dipinti dei fauvisti lo furono nel campo del colore.

Il dipinto risultò incomprensibile

A quel tempo, il dipinto risultò incomprensibile perfino agli altri artisti d’avanguardia, compresi Matisse e Derain;  esposto al pubblico solo nel 1916 e riprodotto nel 1925. Ora è considerato non solo come un’opera centrale nello sviluppo personale di Picasso, ma anche come il più importante punto di riferimento per lo sviluppo della pittura del XX secolo.

Fu il primo segnale del cubismo, che Picasso sviluppò in stretto rapporto con Braque e successivamente con Gris dal 1907 fino alla prima guerra mondiale.

La guerra mondiale

Durante la guerra Pablo Picasso continuò a lavorare a Parigi, ma nel 1917 si recò a Roma con l’amico Jean Cocteau per disegnare i costumi e la scenografia per il balletto Parade, prodotto da Diaghilev.

Picasso si innamorò di una danzatrice, Olga Koklova, e la sposò nel 1918.

Si trasferirono in un grande appartamento in un quartiere alla moda di Parigi, dal momento che si era lasciato alle spalle i giorni bohémien della giovinezza.

Aver visitato l’Italia fu un fattore importante nell’introdurre la tendenza del classicismo monumentale , una delle caratteristiche del suo lavoro nei primi anni Venti (Madre e bambino, 1921, Art Institute of Chicago), ma nello stesso periodo vediamo Picasso coinvolto anche nel surrealismo -infatti André Breton lo indicò come uno degli iniziatori del movimento.

Il surrealismo Pablo Picasso

Tuttavia il suo interesse predominante nell’analisi e sintesi delle forme costituì l’estremo opposto rispetto agli elementi irrazionali del surrealismo, alla sua esaltazione del caso o al fascino per il materiale tratto dai sogni o dall’inconscio.

Dopo i sereni dipinti classicisti, Pablo Picasso entrò in un periodo in cui la sua opera risultò caratterizzata da emozioni violente e distorsione espressionista: gli elementi del volto umano venivano spesso riorganizzati per esprimere l’intensità delle sensazioni.

Le tre danzatrici

Questa fase iniziò con Le tre danzatrici (1925, Tate, Londra), una feroce parodia del balletto classico, dipinta in un periodo in cui il suo matrimonio era fonte di crescente infelicità e frustrazione (non riuscì a ottenere il divorzio, così rimase sposato con Olga fino alla morte di lei, nel 1955; si risposò nel 1961).

Questo periodo culminò nella sua opera più famosa, Guernica (1937, Centro Cultural Reina Sofia, Madrid), realizzata per il padiglione spagnolo in occasione dell’Esposizione universale di Parigi del 1937 per esprimere l’orrore e il disgusto di fronte al bombardamento che distrusse la capitale basca Guernica durante la guerra civile.

La guerra civile

Seguito da una serie di altri dipinti che attaccavano la crudeltà e la potenza distruttiva della guerra, tra cui La casa Charnel (1945, Museum of Modern Art, NewYork): “La pittura non è fatta per decorare gli appartamenti”, disse. “È uno strumento di guerra contro la brutalità e l’oscurantismo.”

Picasso rimase a Parigi durante l’occupazione tedesca, ma dal 1946 visse soprattutto nella Francia meridionale, dove aggiunse la ceramica alle sue molte altre attività.

La produzione tarda

La sua produzione più tarda come pittore non è comparabile per importanza a quella pre-bellica (infatti alcuni critici pensano che ci sia stato un triste declino nelle sue capacità), ma rimase prodigiosa in termini quantitativi.

Include una gran numero di variazioni su dipinti di altri artisti, comprese 44 su Las meninas di Velázquez (il tema dell’artista e delle sue capacità quasi magiche fu uno dei preferiti da Picasso durante la sua lunga carriera).

In tarda età

In tarda età ossessionato dall’idea della morte, le immagini di decadimento fisico e il contrasto tra gioventù e vecchiaia ricorrono spesso nella sua opera, come se sperasse di allontanare la propria fine attraverso la potenza dell’arte.

Alcuni dei suoi ultimi dipinti sono sessualmente aggressivi nel tema e quasi frenetici nelle pennellate (Nudo disteso con collana, 1968, Tate); sono stati visti come fonti per il neoespressionismo.

Lo scultore

La fama di Picasso come pittore ha forse oscurato il suo lavoro come scultore, ma anche in questo campo (anche se il suo interesse fu sporadico) è considerato una delle figure più importanti del XX secolo.

Fu uno dei primi artisti a realizzare sculture che erano composte da vari materiali piuttosto che modellate o scolpite (in questo senso contribuì a ispirare il costruttivismo) e fece un uso spiritoso e arguto degli oggetti trovati (vedi objet trouvé).

L’esempio più famoso è Testa di toro, metamorfosi

L’esempio più famoso è Testa di toro, metamorfosi (1943, Musée Picasso, Parigi), fatta con la sella e il manubrio di una bicicletta.

Alan Bowness ha scritto (Modern Sculture, 1965): “La scultura di Picasso mostra idee brillanti -sufficienti da tenere occupato per il resto della vita un uomo inferiore a lui… non è escluso che un giorno si arriverà a considerare la sua attività di scultore nella seconda parte della sua vita più importante dell’ultima fase pittorica”

Grafico

Anche come grafico (disegnatore, litografo, incisore di acqueforti e linoleum), Picasso spicca come uno di più grandi artisti del secolo, mostrando il potere di imprimere il suo genio anche nei lavori più piccoli e meno importanti.

La sua gamma emotiva è ampia quanto la maestria nelle varie tecniche; a volte tragica, a volte giocosa, la sua opera è pervasa da un appassionato amore per la vita e nessun artista ha mostrato in modo più devastante la crudeltà e la follia degli uomini o celebrato in maniera più estasiante i piaceri fisici dell’amore.

Ci sono diversi musei dedicati a Picasso in Francia e Spagna, i più grandi sono a Barcellona e Parigi e altri esempi della sua vasta produzione si trovano nelle collezioni di tutto il mondo.

la vita straordinaria

Proprio come questa produzione straordinaria è stata dibattuta più di quella di qualunque altro artista moderno, così la sua vita personale ha ispirato un’enorme quantità di scritti, in particolare sulla sua relazione con le donne.

Una volta le definì “dee o zerbini” ed è stato criticato da alcuni per averle svilite nelle sue opere (specie nei tardi dipinti erotici) tanto quanto per averle maltrattate di persona.

Nascita: Malaga 25-10-1881; Morte: Mougins 8 aprile 1973

 

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Alessandro Dalai
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