Transavanguardia. Movimento artistico internazionale

 

Transavanguardia. Movimento artistico internazionale nato in Italia alla fine degli anni Settanta, teorizzato e sostenuto dal critico Achille Bonito Oliva. Se i movimenti d’avanguardia hanno sempre operato all’interno degli schemi culturali di una tradizione idealistica che vede lo sviluppo dell’arte in linea progressiva, con il termine Transavanguardia si intende scardinare l’idea evoluzionistica dell’arte e riconoscere l’importanza della storia e dell’individualità nel processo artistico.

Gli artisti degli anni Settanta iniziano ad operare in un momento di rallentamento economico-produttivo in cui si arresta la ricerca della novità ed entra in crisi la mentalità darwinistica ed evoluzionistica dell’arte. In questo contesto gli artisti operano ciò che Achille Bonito Oliva denomina “nomadismo culturale” ovvero si sentono liberi di muoversi da un territorio stilistico ad un altro, nonché di mutare sensibilità da opera ad opera praticando un eclettismo stilistico all’insegna dell’individualità.

Così facendo non vi è più un’idea

Così facendo non vi è più un’idea di gusto formata dall’operare di diversi artisti nella medesima direzione, ma tramite il frantumarsi delle poetiche si frantuma anche il gusto sociale. Si delinea così una discontinuità nel tessuto culturale e la nozione di arte che si vuole sostenere non è più lineare, ma fatta di ritorni e proiezioni in avanti, non dominata da un’etica privilegiata, piuttosto si mira all’esaltazione dell’istantaneità dell’opera. Sotto queste circostanze si anima anche il senso di nostalgia verso i periodi storici del passato, perché senza categorie temporali tutto è raggiungibile.

Il nucleo storico della transavanguardia, consacrato dalla sezione Aperto alla Biennale di Venezia del 1980, curata dallo stesso Bonito Oliva,è formato da ,Clemente, Sandro Chia, Enzo Cucchi, Nicola De Maria e Mimmo Paladino, che non si riuniscono spontaneamente, ma vengono raggruppati dal critico.

Le opere collegabili alla transavanguardia

Le opere collegabili alla transavanguardia si contraddistinguono per la predilezione verso una tecnica creativa o per una tematica, ogni opera diviene una peripezia che attraversa diversi campi di riferimento e si serve di tutti gli utensili, di tutti i materiali, di tutte le immagini che l’artista istintivamente ritiene necessari nel momento dell’esecuzione.

Ogni regola artistica abolita e sul piano del processo creativo tale momento recupera la felicità della manualità, l’eclettismo stilistico e il nomadismo delle citazioni. L’opera di questi artisti trasmette immagini riferite ai loro interessi primari che spaziano dalla storia, alla mitologia, alla letteratura, alla storia dell’arte.

Inoltre l’immagine coglie sempre sensazioni mobili, come il motto di spirito di Chia, o il senso della materia in quella di Cucchi, la sospensione del tempo in Clemente, il colore in De Maria e la diversità dei motivi in Paladino.

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Alessandro Dalai
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