Thorvaldsen, Bertel  
Dizionario Arte

Thorvaldsen (o Thorwaldsen), Bertel

Bertel Thorvaldsen

Thorvaldsen Bertel. Scultore danese, attivo soprattutto a Roma; insieme a Canova, è lo scultore più famoso del neoclassicismo. La prima data di nascita indicata è quella in cui Thorvaldsen credeva di essere nato, ed è generalmente accettata, ma esistono alcune prove a favore della seconda.

Studiò presso l’accademia di Copenaghen, dove ottenne una borsa di studio per l’Italia. Nel 1797 giunse a Roma e da quel momento considerò il giorno del suo arrivo (8 marzo) come il suo “compleanno romano”.

Conquistò una certa fama con la statua Giasone (1802-03, Thorvaldsen Museum, Copenaghen), ispirata al Doriforo di Policleto e il suo crescente successo si tradusse in così tante commissioni che verso il 1820 aveva quaranta as”sistenti nel suo studio romano.

In quell’anno, durante una visita

In quell’anno, durante una visita a Copenaghen, iniziò a pianificare le decorazioni scultoree per l’appena costruita chiesa di Nostra Signora, che includevano statue marmoree di Cristo e dei dodici apostoli; questo progetto lo occupò in modo discontinuo fino al 1842. Altre opere importanti sono la tomba di Pio VII a San Pietro a Roma (1824-31) e un monumento a Lord Byron (1829-35, Trinity College, Cambridge). Eseguì anche numerosi busti. Nel 1838, quando tornò in Danimarca, era considerato una celebrità e la sua autorità in materia d’arte regnava indiscussa.

A Copenaghen venne costruito in suo onore un museo (1839-48) che era di per sé un notevole esempio di architettura neoclassica; la sua tomba si trova nella corte interna. Oltre alle sculture di Thorvaldsen, il museo contiene opere da lui collezionate, che comprendono dipinti di pittori contemporanei (tra cui i nazareni) così come antichità.

Thorvaldsen aspirava a far rivivere

Bertel Thorvaldsen aspirava a far rivivere il sublime della scultura greca, ma non si recò mai in Grecia e (come gli altri artisti del suo periodo) le sue conoscenze erano basate su copie del tardo *ellenismo o romane.

Tuttavia acquisì una certa familiarità con la scultura greca grazie al restauro che eseguì delle sculture del tempio di Aphaia a Egina, allora appena scoperte, che nel 1816 transitarono da Roma prima di essere portate a Monaco (oggi si trovano ancora lì presso la Gliptoteca).

In confronto a Canova il suo stile risulta freddo e calcolato; le sue sculture sono lavorate con più logica e posseggono grande precisione e chiarezza, ma non hanno le superfici delicate di quelle di Canova. In accordo al gusto del tempo, le sue opere vennero apprezzate per la loro nobiltà e la calma classica o criticate come vuote e fredde.

Nascita: Copenhagen 19-11-1770;
Morte: Copenhagen 24-04-1844

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