Dizionario Arte

PRIMITIVO

 

 

Primitivo. Termine usato con vari significati nella storia e nella critica d’arte. Nel senso più ampio viene riferito all’arte delle società al di fuori dell’Occidente, del Vicino Oriente e delle civiltà orientali, anche se gran parte di quest’arte venne prodotta da popoli molto sofisticati.

L’arte precolombiana, quella dei nativi dell’America settentrionale, quella dell’Africa Nera e dell’Oceania rappresentano le principali aree abbracciate dalla definizione. In origine il termine aveva una connotazione degradante o paternalistica, perché queste forme d’arte apparivano generalmente rozze o addirittura selvagge agli occhi degli occidentali.

Ma oggi viene usato come un’etichetta convenzionale, senza che implichi alcun giudizio di valore.

Per estensione è stato applicato ad altri campi dell’arte che appaiono poco sofisticati in confronto a determinati standard.

Una volta era ampiamente…

Una volta era ampiamente riferito, per esempio, alla pittura europea prerinascimentale, in particolare alle scuole italiane e olandesi (come nell’espressione ‘i primitivi fiamminghi’).

Il rinascimento aveva stabilito l’idea di pittura come imitazione della natura che dominò l’arte occidentale per secoli, così i dipinti dei periodi precedenti furono a lungo considerati mancanti dei requisiti tecnici che erano stati fissati come norma.

Oggi questo utilizzo del termine primitivo è molto meno comune e la parola non ha più connotazioni spregiative.

Nel contesto dell’arte moderna, il termine è stato usato in riferimento all’uso da parte degli artisti occidentali delle forme o dell’immaginario derivato dall’arte delle società cosiddette primitive, o più vagamente per descrivere un approccio in cui l’artista cerca di esprimere o celebrare le forze naturali usando procedimenti poco convenzionali o tecniche che evitano i metodi normalmente associati alla formazione del pittore o dello scultore.

il termine primitivismo

In senso più ampio, il termine primitivismo è stato usato per abbracciare diversi fenomeni come l’arte infantile, l’arte naïf (che a volte è nota come arte primitiva), l’arte dei malati di mente (vedi art brut) e l’arte dei graffiti.

Queste variegate forme artistiche vengono associate le une alle altre e all’arte dei popoli ‘primitivi’ da un convincimento secondo il quale questo modo ‘innocente’ di esprimersi può avere la freschezza e l’onestà emotiva che spesso manca all’arte occidentale ufficiale.

Per secoli, l’arte dei popoli ‘primitivi’ fu conosciuta in Occidente soprattutto come prodotto coloniale e attirò l’attenzione sia per il suo valore di curiosità che per il suo valore venale quando era realizzata con materiali preziosi (nel 1520 Dürer si entusiasmò per i tesori aztechi spediti all’imperatore Carlo V [vedi Asburgo] dalle “nuove terre dell’oro”).

‘nobile selvaggio’

Sebbene l’idea del ‘nobile selvaggio’ non corrotto dalla civiltà occidentale abbia avuto un certo seguito nel XVIII secolo, bisogna aspettare gli anni Novanta del XIX secolo perché il primitivismo abbia un impatto significativo sull’arte occidentale -con l’opera di Gauguin, che tentò di fuggire dal ‘morbo della civiltà’ tra i nativi di Tahiti.

Dal 1905 circa molti altri artisti d’avanguardia seguirono il suo esempio di coltivare l’arte primitiva come fonte d’ispirazione, trovando in essa una vitalità e una sincerità che ritenevano fosse stata espulsa dall’arte occidentale. Di solito seguirono Gauguin più nello spirito che nel corpo, anche se Nolde  , per esempio, visitò l’Oceania.

A Parigi molti artisti

A Parigi molti artisti collezionavano maschere africane (che potevano essere comprate per poco prezzo nei negozi di curiosità); tra questi Derain, Matisse, Picasso e Vlaminck; la loro influenza è particolarmente evidente nelle Damoiselles d’Avignon di Picasso, il dipinto che sta a fondamento del cubismo. Altri artisti studiarono l’arte primitiva nei musei Henry Moore, per esempio, rimase impressionato dalle potenti forme monolitiche della scultura maya che vide al British Museum.

Tale ‘appropriazione’ visiva della cultura dei popoli ‘primitivi’ è stata a volte interpretata come una specie di sfruttamento, simile allo sfruttamento degli schiavi o delle risorse da parte delle potenze coloniali. Comunque alcuni artisti moderni sembrano essersi accostati all’arte primitiva con uno spirito ben lontano dal cinismo o dall’opportunismo.

Per esempio, nel 1931 i *surrealisti usarono l’arte tribale nella loro mostra parigina ‘La verità su le colonie’, che rappresentava una protesta contro la recente apertura di una mostra ufficiale che celebrava il colonialismo francese.

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