naif

Naif. Termine riferito alla pittura (molto meno alla scultura) prodotta in società più o meno sofisticate, ma prive delle conoscenze convenzionali delle tecniche di rappresentazione. I colori sono di solito brillanti, non naturalistici, la prospettiva non è applicata in modo scientifico e la rappresentazione risulta infantile e piuttosto letterale.

A volte si usa il termine ‘primitivo’ come sinonimo di naïf, ma questo può generare confusione, in quanto ‘primitivo’ è riferito anche alla pittura prerinascimentale oltre che all’arte delle società ‘non civilizzate’. Altri termini che sono a volte usati in questo senso sono ‘folkloristico’, ‘popolare’ o l’espressione ‘pittori della domenica’, ma anche questi possono ingannare, soprattutto ‘pittori della domenica’, poiché molti amatori non dipingono in stile naïf, e gli artisti naïf (almeno quelli di successo) spesso dipingono professionalmente.

Artisti sofisticati possono anche

Artisti sofisticati possono anche deliberatamente adottare uno stile naïf, ma questo faux naïf (falso naïf) non è da confondere con la natura spontanea della vera arte naïf, così come l’opera deliberatamente infantile di Klee o Picasso non è da confondere con gli autentici disegni dei bambini. L’arte naïf possiede una propria natura che è facile da riconoscere ma difficile da definire. Scottie Wilson l’ha riassunta dicendo: “È una sensazione che non si può spiegare. È nata con te e semplicemente viene fuori”.

L’arte naïf, come il termine è oggi generalmente inteso, si sviluppò nel XIX secolo (prima di allora, i dipinti che avevano caratteristiche naïf si possono classificare piuttosto come arte popolare o semplicemente come opere amatoriali), e il primo esponente di spicco fu forse l’americano Edward Hicks.

Bisogna comunque aspettare i primi anni del XX secolo perché nasca una moda dell’arte naïf. Henri Rousseau fu il primo pittore naïf a ottenere dei seri riconoscimenti di critica e rimane l’unico considerato come grande maestro, ma molti altri si sono guadagnati un posto di rispetto nell’arte moderna. Il critico Wilhelm Uhde fu il principale responsabile della collocazione storica degli artisti naïf negli anni successivi alla prima guerra mondiale.

All’inizio il loro approccio fresco

All’inizio il loro approccio fresco e diretto affascinò soprattutto i colleghi artisti, ma un gran numero di importanti esposizioni collettive tra gli anni Venti e gli anni Trenta aiutò il pubblico a sviluppare un gusto per l’arte naïf, specialmente ‘Masters of Popular Painting: Modern Primitives of Europe and America’ presso il Museum of Modern Art di New York, nel 1938.

La maggior parte dei primi pittori naïf che si crearono una reputazione furono francesi (anche perché Uhde svolse in Francia la sua azione di scoperta e promozione); tra di essi ci sono Bauchant, Bombois, Séraphine e Vivin.

In Gran Bretagna i più conosciuti furono Beryl Cook e Henry Wallis (due pittori che dimostrarono la grande differenza di approccio e stile che può esistere tra artisti a cui viene data la stessa etichetta).

Anche L.S. Lowry è spesso citato come pittore naïf, ma alcuni critici ritengono che i suoi numerosi anni di studio alla scuola d’arte lo pongano al di fuori di questa classificazione. Negli Stati Uniti le figure di punta furono John Kane e Grandma Moses.

Il gruppo più nutrito di pittori naïf,

Il gruppo più nutrito di pittori naïf, comunque, comparve in Croazia, di cui Ivan Generalić fu l’esponente più famoso. Anche Haiti è particolarmente degna di nota, perché dopo il successo di Hector Hyppolite la pittura naïf ha costituito la principale tradizione pittorica moderna del paese.

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Alessandro Dalai
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