Dizionario Arte

KANDINSKIJ VASILIJ.

Kandinskij Vasilij

Kandinskij, Vasilij, Pittore, disegnatore, autore di stampe, insegnante e teorico d’arte di origine russa. Divenuto cittadino tedesco nel 1927 e francese nel 1939, una delle figure più importanti nello sviluppo dell’arte *astratta.

Abbandonò una promettente carriera universitaria come docente di diritto, in parte per l’effetto di una mostra tenuta a Mosca di *impressionisti francesi, dove i Covoni di Monet lo avevano fortemente colpito. Nel 1896 si trasferì a Monaco per studiare pittura. Monaco sarebbe diventato il centro della sua attività fino al 1914, ma viaggiò molto in questo periodo e passò un anno a Parigi tra il 1906 e il 1907. I suoi quadri di fine secolo univano caratteristiche dell’ art nouveau a reminiscenze dell’arte popolare russa, a cui aggiunse un’intensità coloristica tipicamente *fauve.

Kandinskij iniziò una serie di Improvvisazioni,

Nel 1909 (anno in cui fu uno dei fondatori del Neue Künstlervereinigung) Kandinskij iniziò una serie di Improvvisazioni. Nel 1910 di Composizioni e nel 1911 di Impressioni, nelle quali man mano eliminava ogni riferimento alla realtà per arrivare -verso il 1910 -alla pura astrazione.

La scelta dei nomi, derivanti dalla terminologia musicale, era significativa. Egli, come i *simbolisti, era interessato alle analogie tra colori e suoni. (era un grande appassionato di musica, suonava il violoncello e il pianoforte ed era amico di Arnold Schoenberg, la cui rivoluzione atonale metteva in relazione con la propria sperimentazione).

Lo stesso Kandinskij descrisse come giunse a riconoscere che il colore e la linea fossero veicoli sufficienti per l’espressione delle emozioni. Una sera ritornò nel suo studio e sbagliò a riconoscere uno dei suoi dipinti che era appoggiato su un lato. Vedendo in esso un’immagine “di straordinaria bellezza che brillava di una propria radiosità interiore… Ora sapevo con certezza che la questione del soggetto era dannosa per i miei quadri”.

Spiegò il problema dell’astrazione

Spiegò il problema dell’astrazione nel suo libro Über das Geistige in der Kunst (Lo spirituale nell’arte), che si pubblicò nel 1911 (anche se porta la data 1912) ed è il più noto dei suoi scritti. La sua visione della natura dell’arte era influenzata da misticismo e teosofia. Non ripudiava la rappresentazione nella maniera più totale. Sosteneva però che l’artista ‘puro’ dovesse cercare di esprimere solo i sentimenti “profondi ed essenziali” e ignorare il superficiale e il fortuito.

Blaue Reiter

Nel 1911 Kandinskij fu uno dei fondatori del Blaue Reiter. La vita breve di questo gruppo (che fu spezzato dalla prima guerra mondiale) segnò per lui un periodo di grande successo e di fama crescente. L’opera più importante di questo periodo è Composizione VI (1913, Ermitage, San Pietroburgo), un’enorme, apocalittica visione dai colori magnifici.

Allo scoppiare della guerra nel 1914 Kandinskij Vasilij

Allo scoppiare della guerra nel 1914 Kandinskij ritornò in Russia, dove lavorò come insegnante e amministratore in varie organizzazioni culturali istituite pochi anni dopo dal nuovo regime sovietico. Tuttavia non vedeva di buon occhio la corrente di pensiero che si andava formando, che subordinava le belle arti al disegno industriale al servizio del proletariato (anche se lui stesso realizzò disegni per tazze e piatti), e nel 1922 accettò un’offerta di insegnamento in Germania al Bauhaus, dove rimase fino a che fu chiuso dai nazisti nel 1933.

I quadri di quel periodo divennero più geometrici, ma oltre ai cerchi e ai triangoli usò forme a freccia e linee ondulate in una maniera che esulava dalle idee di purezza geometrica del Bauhaus (Dondolante, 1925, Tate, Londra).

Nel 1926, per celebrare il suo sessantesimo compleanno, una mostra dell’opera di Kandinskij fece varie tappe in Germania. Ormai era riconosciuto internazionalmente (la sua fama fu diffusa negli Stati Uniti dal gruppo dei Blaue Vier). Lasciò la Germania per la Francia nel 1933 stabilendosi a Neully-sur-Seine, nella periferia di Parigi.

I dipinti di questo ultimo periodo

Verso l’alto (Empor), 1929, olio su cartone, cm 70 x 49. Venezia, Collezione Peggy Guggenheim

I dipinti di questo ultimo periodo rappresentano quasi una sintesi tra lo stile organico del suo periodo di Monaco e la maniera più geometrica del periodo Bauhaus. Ma c’era anche un nuovo elemento di fantasia nell’uso di forme ameboidi che mostrano l’influenza del surrealismo (Cielo blu, 1940, Centre Pompidou, Parigi). Esempi della sua pittura di trovano in molte delle principali collezioni del mondo, con rappresentanze particolari per esempio al Lenbachhaus, Monaco (vedi Lenbach), al Guggenheim Museum, New York, e al Centre Pompidou, Parigi.

Nascita: Mosca 04-12-1866; Morte: Neuilly-sur-Seine 16419

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