GAUGUIN, PAUL. IL PIU’ GRANDE IMPRESSIONISTA

GAUGUIN, PAUL. IL PIU’ GRANDE IMPRESSIONISTA

PAUL GAUGUIN

Gauguin Paul. Pittore, autore di stampe, scultore e ceramista francese, con Cézanne e Van Gogh il più grande dei postimpressionisti e come loro figura germinale nello sviluppo dell’arte moderna.

Il padre era un giornalista radicale e la madre, che era per metà francese e per metà creola peruviana, era anch’essa di forti convinzioni politiche: erano oppositori del regime di Luigi Napoleone (più tardi Napoleone III), e nel 1851 dovettero lasciare la Francia per andare in esilio in Perù.

Gauguin trascorse parte dell’infanzia a Lima prima di ritornare in Francia con la madre nel 1885 (il padre era morto durante il viaggio d’andata). Nel 1865 entrò nella marina mercantile, nel 1868 passò alla marina militare e dal 1871 lavorò con successo come agente di cambio. Nei primi anni Settanta dell’Ottocento si immerse con passione, da dilettante, nella pittura, e nel 1874 vide la prima mostra *impressionista.

Gauguin incontrò Pissarro

Boulevard Montmartre (Pissarro)

Più o meno a quel tempo incontrò Pissarro, che lo incoraggiò, e incominciò a raccogliere dipinti impressionisti. Un suo paesaggio fu accettato dal Salon nel 1876 e la sua opera fu esposta nella quinta e nell’ottava (e ultima) esposizione impressionista (1880-86). Nel 1883 rinunciò al suo lavoro per dedicarsi all’arte a tempo pieno, ma ebbe poco successo e vendette la sua collezione di quadri per mantenere se stesso e la famiglia.

Dopo l’ultima esposizione impressionista Gauguin si trasferì in Bretagna (dove trascorse la maggior parte del tempo fino a prima del 1890), lasciando la famiglia a Copenaghen (la moglie era danese). Fu ispirato non solo dall’aspro paesaggio bretone ma anche dall’umile fede dei contadini di questa regione, di costumi ancora quasi medievali. Il suo principale luogo di lavoro in Bretagna fu Pont-Aven, dove divenne il punto di riferimento di un gruppo di artisti attratti dalla sua forte personalità e dalle sue stimolanti idee sull’arte.

L’opera più importante che produsse

La visione dopo il sermone (Paul Gauguin)

L’opera più importante che produsse lì fu La visione dopo il sermone, anche conosciuta come La lotta di Giacobbe con l’angelo (1888, National Gallery, Edimburgo). Con essa rompe completamente ogni rapporto con lo stile impressionista usando zone di puro colore piatto per scopi espressivi e simbolici. Tra il 1887 e il 1888 visitò Panama e la Martinica. Nel 1888 trascorse un breve periodo ad Arles con Van Gogh, una convivenza che si concluse con un disastroso litigio nel quale Van Gogh soffrì di uno dei suoi primi attacchi di follia.

Gauguin provava nostalgia per i luoghi esotici e pieni di colore dalla sua infanzia in Perù e nel 1891 lasciò la Francia per Tahiti. Nel resoconto che scrisse sulla sua vita lì, Noa Noa (pubblicato per la prima volta nel 1897), si legge: “Sono fuggito da tutto ciò che è artificiale e convenzionale. Qui entro nella Verità, divento uno con la natura. Dopo il morbo della civilizzazione, la vita in questo nuovo mondo è un ritorno alla salute”. Già prima aveva trovato qualcosa della stessa qualità incorrotta -una “grande rustica e superstiziosa semplicità” -tra i contadini della Bretagna, e la sua teoria e pratica dell’arte riflettevano il suo desiderio di avere a che fare con semplici sentimenti umani piuttosto che con l’alta società.

Trovava ispirazione nelle arti dei popoli antichi

Paul_Gauguin_La_Siesta
La Siesta (Paul Gauguin)

Fu uno dei primi a trovare ispirazione visuale nelle arti dei popoli antichi o primitivi. Reagì vigorosamente contro il naturalismo degli impressionisti e le preoccupazioni scientifiche dei *neoimpressionisti. Così come usò in modo antinaturalistico il colore per ottenere un effetto decorativo o emozionale, sottolineò i contorni enfatici per formare disegni ritmici che ricordano le vetrate colorate o le stampe giapponesi (vedi Ukiyo-e). Gauguin realizzò inoltre *xilografie nelle quali le zone bianche e nere formano disegni quasi astratti e i segni dello strumento fanno parte del disegno.

Nella stessa direzione di quelle di Edvard Munch, queste stampe giocarono un ruolo importante nello stimolare l’importante rinascita dell’arte della xilografia nel XX secolo. Il resto della sua opera comprende sculture in legno e ceramica.

A Tahiti Gauguin si sforzò di “diventare nativo” e malgrado la costante pressione della povertà dipinse lì le sue opere più belle. I suoi colori divennero più risonanti, il disegno superbamente semplificato e più profonda l’espressione dei misteri della vita. Nel 1893 la povertà e la cattiva salute lo costrinsero a tornare in FranciA. Ebbe però, un’eredità inaspettata da uno zio e ritornò a Tahiti nel 1895.

Paul Gauguin Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?

Gauguin
D’ou_venons-nous_Que_sommes-nous_Ou_allons-nous (Paul Gauguin)

Alla fine del 1897 dipinse il suo quadro più grande, la famosa allegoria della vita Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo? (Museum of Fine Arts, Boston), poco prima di tentare il suicidio (nonostante avesse abbandonato la famiglia restò sconvolto quell’anno dalla notizia della morte della figlia preferita). Nel settembre 1901 si stabilì a Dominica nelle Isole Marchesi, dove morì due anni dopo.

Fino all’ultimo lavorò ininterrottamente sfidando la povertà, la malattia (aveva la sifilide), la mancanza di riconoscimenti. Spesso non riusciva a procurarsi i materiali adatti ed era obbligato a stendere i colori spianandoli su grossolana tela di sacco.
Attraverso queste limitazioni forgiò uno stile di naturale energia totalmente appropriato all’audacia della sua visione.

Gauguin fu ben lungi dall’essere dimenticato in Francia durante i suoi anni nei mari del sud, ma al momento della morte pochi sarebbero stati d’accordo con il giudizio che aveva dato di sé: “Io sono un grande artista e lo so. È perché lo sono che ho sopportato tanta sofferenza”. La sua reputazione era già saldamente fondata quando 227 dei suoi dipinti furono esposti al Salon d’Automne a Parigi nel 1906, e la sua influenza fu da lì in poi enorme.

Gauguin figura dominante del movimento simbolista

I Nabis si formarono ispirandosi a lui e fu figura dominante del movimento *simbolista e una delle fonti del fauvisme. Più tardi ebbe una larga influenza sulla generale tendenza non-naturalistica nell’arte del XX secolo.

La romantica attrazione per la sua vita e la sua personalità, in modo particolare per la sua volontà di sacrificare qualsiasi cosa per l’arte, Gauguin (come il suo amico Van Gogh), è stata anche fonte d’ispirazione per una leggenda biografica popolare della quale sono esempi il romanzo La luna e sei soldi (1919) di Somerset Maugham e l’opera lirica (1957) dallo stesso titolo di John L. Gardner.

Nascita: Parigi 1848;
Morte: Atuona 1903

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Alessandro Dalai
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