Escorial

Escorial. Villaggio circa 50 km a nord-ovest di Madrid che dà il nome al palazzo-monastero che vi fece costruire Filippo II (vedi Asburgo), uno dei grandi monumenti dell’architettura spagnola e uno dei grandi musei che custodiscono arte spagnola.

Filippo II fece erigere l’Escorial per compiere le volontà del padre, l’imperatore Carlo V (morto nel 1558), che nel suo testamento aveva richiesto la creazione di un istituto religioso nel quale poter essere sepolto insieme alla moglie, Isabella di Portogallo (morta nel 1539). Oltre ad assolvere alla funzione di mausoleo reale (altri monarchi spagnoli dopo Carlo V vennero qui sepolti), l’edificio fu costruito per essere palazzo, monastero e seminario, con al centro una chiesa dalla cupola imponente.

L’enorme complesso

L’enorme complesso fu iniziato nel 1563, con l’architetto Juan Bautista de Toledo; questi morì nel 1567 e fu sostituito da Juan de Herrera, sotto la cui direzione l’edificio venne ufficialmente completato nel 1584 (anche se i lavori continuarono ancora per qualche tempo).
L’esterno dell’edificio, in granito grigio, è di grande austerità, con forme di chiarezza quasi geometrica e assenza quasi totale di ornamentazione.

L’interno è invece straordinariamente ricco di decorazioni (tra cui ampie superfici affrescate di pareti e soffitti), che tennero occupati gruppi di artisti per molto tempo dopo la morte di Filippo. La pianta è rettangolare, circa 160 x 200 metri, e la struttura sembra rappresentare una graticola, ovvero l’attributo di san Lorenzo (un martire del III secolo che si pensa fosse di origine spagnola), al quale il monastero venne dedicato come ringraziamento per la vittoria di Filippo II sui francesi a Saint Quentin, il giorno di san Lorenzo del 1557.

Molte delle opere d’arte

Molte delle opere d’arte custodite all’Escorial raffigurano questo santo, compresa la magnifica pala d’altare di Tiziano con il Martirio di san Lorenzo, commissionata da Filippo II nel 1564.
Filippo non riuscì a convincere Tiziano (suo pittore prediletto) ad andare in Spagna, ma chiamò a lavorare all’Escorial molti altri artisti italiani, tra i quali i pittori Luca Cambiaso, Pellegrino Tibaldi e Federico Zuccaro e lo scultore Pompeo Leoni. Tramite questi artisti lo stile *manierista italiano arrivò così in Spagna.

Tra gli artisti spagnoli impiegati da Filippo II nella decorazione dell’Escorial ci furono Navarrete e Sánchez Coello. Anche El Greco dipinse per lui una grande pala d’altare, il Martirio di san Maurizio e la Legione Tebana (1580-82), ma a Filippo non piacque (perché non ispirava abbastanza devozione) e la fece sostituire (anche se poi a tutt’oggi si trova all’Escorial).

Ci furono anche artisti

Ci furono anche artisti della generazione successiva che contribuirono alla decorazione dell’edificio, tra cui Claudio Coello e Luca Giordano, che vi lavorarono entrambi nel tardo XVII secolo. Nel XVIII secolo Carlo III utilizzò l’Escorial come casino di caccia e fece arredare le stanze del palazzo fino a quel momento inutilizzate; molti degli arazzi con i quali si adornarono le pareti furono disegnati da Goya. Altri notevoli capolavori artistici che si trovano all’Escorial comprendono un crocifisso in marmo di Benvenuto Cellini e dipinti di Dürer, *Bosch, Ribera e Velázquez.

L’Escorial ha subito poche modifiche dall’epoca di Filippo II, anche se ci furono alcune ristrutturazioni a seguito degli incendi del 1671, 1731, 1763 e 1825. Nel 1953 si avviò un programma di restauri, e nel 1963 si creò un nuovo museo, con materiale relativo alla costruzione dell’edificio e opere d’arte. L’Escorial ospita ancora il monastero, ma è oggi amministrato dal Patrimonio Nacional, l’ente responsabile dei tesori d’arte nazionali.

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Alessandro Dalai
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