Duchamp, Marcel

Duchamp, Marcel. Artista e teorico dell’arte nato in Francia e divenuto poi cittadino americano nel 1955, fratello di Raymond Duchamp-Villon e di Jacques Villon. La sua produzione è contenuta (gran parte dei suoi lavori-chiave si trova al Philadelphia Museum of Art) e per un lungo periodo rimase più o meno inattivo, ma è considerato una delle figure più significative dell’arte moderna grazie all’originalità e alla fertilità delle sue idee.

La sua prima opera, influenzata dal postimpressionismo e dal fauvisme, non era eccezionale, ma l’opera che gli diede notorietà fu Nudo che scende le scale, N. 2, il quadro più discusso all’ Armory Show del 1913: rappresenta una figura stilizzata, semi-astratta, che scende una scala a chiocciola, movimento suggerito dall’uso della sovrapposizione di immagini, come in una fotografia scattata a ripetizione.

L’attenzione che il quadro ricevette fu soprattutto negativa, ma la pubblicità rese Duchamp improvvisamente più famoso negli Stati Uniti che in Francia. Questo cospicuo successo fu anche l’ultimo come pittore per Duchamp, che da questo momento abbandonò del tutto i mezzi espressivi convenzionali.

 

Dal 1915 al 1923 visse prevalentemente a New York, dove con Man Ray e Francis Picabia costituì il nucleo del movimento dada della città. Il suo principale contributo furono le opere del ready-made, il più famoso dei quali fu Fontana (1917), consistente in un vaso da notte firmato R. Mutt, che fu rifiutato dalla Society of Independent Artists.

Un altro dei suoi famosi gesti provocatori fu l’aggiunta di barba, baffi e una scritta oscena sulla riproduzione della Gioconda (1919). Durante questi anni a New York Duchamp fu impegnato in modo discontinuo nella realizzazione della sua opera più complessa e ambiziosa -una costruzione enigmatica in vetro intitolata La Mariée mise a nu par ses célibataires, même (La sposa messa a nudo dai suoi scapoli, anche) nota più brevemente come Il grande vetro (PMA; duplicato di Richard Hamilton, 1965-66, alla Tate Modern, Londra).

L’abbandonò come “definitivamente incompiuto” nel 1923, ma fu danneggiata durante un trasporto nel 1926 e dieci anni dopo Duchamp la riparò, lasciando che le crepe del vetro rotto si integrassero nell’immagine, e la dichiarò “completata dal caso”. Gli studiosi hanno realizzato ampie interpretazioni di quest’opera, ma per molti si tratta di un incomprensibile scherzo.

 

Nel 1923 Duchamp ritornò a Parigi e visse lì fino al 1942 (sebbene abbia fatto ancora molti viaggi a New York) dedicando parte del tempo alla passione per gli scacchi. Era uno dei migliori giocatori in Francia e la sua ossessiva passione per il gioco rovinò il suo primo -e piuttosto frivolo -matrimonio nel 1927, del quale Man Ray scrisse: “Duchamp passò l’unica settimana in cui vissero insieme a studiare problemi del gioco, e sua moglie, in una disperata rappresaglia, si alzò una notte mentre lui dormiva e incollò i pezzi degli scacchi alla tavola. Divorziarono tre mesi dopo”.

Con il suo aspetto aristocratico e il suo enorme fascino Duchamp era attraente per le donne; nel 1954 si sposò felicemente con Alexina Sattler, già moglie del commerciante d’arte Pierre Matisse, fratello di Henry Matisse.

Nel 1942 Duchamp si trasferì permanentemente a New York, pur continuando a fare regolarmente viaggi in Francia. Ormai sembrava aver abbandonato l’arte, ma continuava a sperimentare in silenzio, per esempio facendo ruotare dei dischi colorati che anticipavano l’arte cinetica.

Si adoperò anche nella promozione dell’avanguardia

Si adoperò anche nella promozione dell’avanguardia, in particolar modo del surrealismo, in Francia e negli Stati Uniti, prevalentemente attraverso l’attività della Société Anonyme, ma nell’eccitante panorama artistico del dopoguerra a New York fu per tanti anni una figura marginale.

Dai tardi anni Cinquanta tuttavia gli artisti d’avanguardia iniziarono a riscoprire la sua opera e le sue idee e nei suoi ultimi anni fu riverito come santo patrono dell’arte moderna. Verso la fine della vita rivelò che aveva lavorato in segreto per vent’anni (1946-66) su una grande costruzione realizzata con diverse tecniche chiamata Dati: 1. La caduta dell’acqua, 2. Il gas illuminante.

Si trattava di una naturalistica scultura dipinta di un nudo di donna sdraiato che impugnava una lampada a gas; dietro di lei una simulazione di paesaggio che comprendeva un piccolo corso d’acqua con una cascata; questo elaborato tableau si poteva vedere attraverso spioncini di una pesante porta di legno. Duchamp lo donò al Philadelphia Museum of Art, dove si unì alla maggior parte delle altre sue opere.

L’iconoclastia e l’atteggiamento sperimentale

L’iconoclastia e l’atteggiamento sperimentale di Duchamp hanno influito enormemente sull’arte concettuale ma non solo, per esempio anche sul minimalismo e sulla pop art, in cui il ready-made ha giocato un ruolo determinante. La sua arguzia e la sua ironia mancano purtroppo ai suoi seguaci e si può sostenere che la sua influenza sia stata disastrosa, poiché ha incoraggiato persone prive di talento a credere che qualsiasi cosa facessero, dicessero o pensassero fosse degna di attenzione da un punto di vista artistico.

Nascita: Blainville 1887; Morte: Neully-sur-Seine 1968

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Alessandro Dalai
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