Cavallini, Pietro

Cavallini, Pietro. Pittore e mosaicista italiano attivo soprattutto a Roma, dove fu probabilmente il maggiore artista del suo tempo. Le due più importanti opere a noi pervenute (entrambe datate agli ultimi anni del 1200) sono mosaici sulla vita della Vergine (Santa Maria in Trastevere, Roma) e frammenti di un ciclo di affreschi, la cui parte più importante è il Giudizio universale (Santa Cecilia in Trastevere, Roma).

Nel 1308 Pietro Cavallini fu invitato a Napoli dall’allora re Carlo II d’Angiò, e alcuni degli affreschi in Santa Maria Donnaregina gli sono stati attribuiti. Il suo ultimo lavoro (1325-30) fu probabilmente un mosaico per la facciata di San Paolo fuori le Mura a Roma; questo fu distrutto da un incendio nel 1823, ma se ne conosce l’aspetto (come per altre opere perdute) grazie ad alcune copie.

Secondo il figlio, scrivano presso la corte papale, Cavallini visse fino ai cento anni, ma si sa poco di più su di lui (il Vasari non documenta sufficientemente la sua vita). Nonostante ciò Cavallini occupa un posto importante nella pittura italiana: smorzò la rigidità dell’arte bizantina, e le sue figure maestose comunicano un reale senso di solidità e tridimensionalità.

La sua fama si consolidò grazie al suo celebre contemporaneo Giotto, il cui Giudizio universale nella cappella Arena a Padova raffigura gli apostoli in trono nella stessa posizione che hanno nell’omonimo affresco di Cavallini.

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Alessandro Dalai
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