Dizionario Arte

Beckmann, Max

Beckmann, Max. Pittore e grafico tedesco, uno degli artisti più vigorosi e singolari degli *espressionisti. Al principio della carriera Beckmann dipinse con uno stile convenzionale e più o meno *impressionista, che gli consentiva buoni guadagni, ma la sua esperienza di medico ordinario durante la prima guerra mondiale cambiò completamente il suo stile e la sua mentalità.

Dipinse raramente scene di guerra

Dipinse raramente scene di guerra, ma nei suoi lavori comparvero immagini piene di orrore, e le forme subirono distorsioni che riflettevano l’influenza dell’arte *gotica tedesca. La mescolanza di brutale realismo e di critica sociale tipica delle sue opere fece sì che per un certo periodo venisse classificato tra gli artisti della Neue Sachlichkeit, ma Beckmann si differenziava da artisti come Dix e Grosz per la meditazione sull’allegoria e sul simbolismo e per la personale fusione di reale e visionario.

I suoi dipinti volevano essere rappresentazioni di lussuria, sadismo, crudeltà ecc., e non illustrazioni di manifestazioni concrete di queste caratteristiche; egli cessò di considerare la pittura come un problema puramente estetico, e iniziò a vederla come una necessità etica.

Dipinse raramente scene di guerra

Nel 1933 i nazisti sospesero Max Beckmann dal suo posto di professore al Städelsches Kunstinstitut di Francoforte; in quel periodo stava lavorando all’opera Partenza (1932-35, MoMA, New York), il primo di una serie di nove grandi *trittici che lo tennero impegnato fino alla morte, nei quali espresse la sua filosofia sulla vita e sulla società e il suo orrore per la crudeltà umana.

Nel 1937 (anno in cui le sue opere furono incluse nella famigerata esposizione nazista di arte degenerata) si trasferì in Olanda, e risiedette ad Amsterdam fino al 1947. Trascorse gli ultimi tre anni della sua vita negli Stati Uniti, dove insegnò a Washington e a New York. Le idee filosofiche di Max Beckmann, di cui trattò nel libro My Theory of Painting (da una lezione che tenne a Londra nel 1937 e che fu pubblicata nel 1941), mancano spesso di coerenza, ma la sua opera costituisce una delle testimonianze artistiche più efficaci sul caos del mondo moderno.

Oltre che per le composizioni di figure allegoriche, Beckmann è noto per i ritratti, e in particolare gli autoritratti, nei quali registrò il progredire del proprio travaglio spirituale. Fu anche un prolifico disegnatore e incisore (principalmente di *acqueforti e *puntesecche).

Nascita: Lipsia 1884; Morte: New York 1950

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