AUTOMATISMO

Automatismo. Metodo di creazione di dipinti o disegni (o scritti o altri lavori) in cui l’artista rinuncia al controllo cosciente del movimento della mano, lasciando che l’inconscio prenda il sopravvento; in un’accezione più ampia, il temine può riferirsi a procedimenti di lavoro che abbracciano il caso, l’improvvisazione e le libere associazioni.

L’automatismo è un fenomeno per lo più moderno, ma ha diversi precedenti, in particolare i ‘dipinti a macchia’ di Alexander Cozens, che si serviva di macchie accidentali sulla carta che suggerissero forme paesaggistiche per stimolare la propria immaginazione.

Cozens afferma che Leonardo da Vinci

Cozens afferma che Leonardo da Vinci aveva proposto un metodo simile, e spiegava che, secondo Leonardo, se si guarda un muro vecchio ricoperto di sporco, oppure certe strane rocce striate, si possono scoprire parecchie figure come paesaggi, battaglie, nuvole, bizzarre sembianze, volti buffi, drappeggi e così via, e che in questa massa confusa di oggetti la mente può trarre una quantità di disegni e soggetti del tutto nuovi.

Poco prima di Leonardo, Leon Battista Alberti (nel trattato De statua, 1460 ca) fece un resoconto fantasioso sull’origine della scultura, in cui descriveva popoli antichi che osservavano tronchi di alberi, zolle di terra o altri oggetti di questo tipo, e in essi scorgevano certe figure che potevano essere leggermente cambiate così da rappresentare un oggetto della natura.

La versione degli eventi data da Alberti non deve essere lontana dalla verità, perché studiosi di arte preistorica hanno trovato all’interno di grotte esempi di tali scoperte spontanee di immagini rappresentative in casuali formazioni naturali.

Nella sua forma più compiuta

Nella sua forma più compiuta, tuttavia, l’automatismo è arrivato solo nel XX secolo. I *dadaisti si servirono in qualche modo del concetto di base, ma erano più interessati agli effetti del caso che all’automatismo di per sé, e furono i *surrealisti che per primi fecero dell’automatismo una parte importante della loro concezione creativa; mentre i dadaisti usavano l’idea in maniera distaccata, per i surrealisti l’esplorazione dell’inconscio attraverso questi metodi era qualcosa di profondamente personale.

Idearono vari modi per facilitare l’automatismo (vedi decalcomania e frottage, per esempio) e alcuni di loro considerarono l’utilizzo dell’immaginario onirico (come nelle opere di DalÕ) come un tipo di automatismo psicologico (in opposizione a quello meccanico).

L’interesse dei surrealisti

L’interesse dei surrealisti per l’automatismo ebbe una forte influenza sugli *espressionisti astratti, alcuni dei quali si spinsero addirittura oltre. Con i surrealisti, una volta che l’immagine -grazie a mezzi automatici o casuali -era realizzata, essa veniva spesso sfruttata con propositi del tutto consapevoli, ma per esponenti dell’ action painting come Jackson Pollock il principio dell’automatismo permeava l’intero processo creativo.

In altri tipi di automatismo, l’artista lavora sotto l’effetto di droghe o con supposti mezzi occulti. L’eccentrico pittore britannico Austin Spare (1886-1956) dichiarò di essere capace di evocare spaventosi reperti di ascendenza preumana dal profondo della sua mente, ma più spesso gli artisti affermano di operare ispirati da spiriti guida benigni (concetto da non prendersi necessariamente alla leggera, se un artista del calibro di William Blake dichiarava che era il fratello defunto a fornirgli direttamente l’ispirazione).

Diversamente da Blake, molti artisti psichici di questo genere non hanno particolari doti o inclinazioni artistiche nel corso della loro vita ‘normale’.

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Alessandro Dalai
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