MOVIMENTO ARTE CONCRETA

Movimento Arte Concreta. Movimento artistico italiano del secondo dopoguerra. Nel contesto del dibattito tra realisti e formalisti sorto al termine del secondo conflitto mondiale, il MAC rappresentò un’istanza disimpegnata dal punto di vista ideologico e volta, sul piano estetico, ad aggiornare la situazione italiana nel contesto dell’astrattismo europeo di quegli anni.

‘Arte astratta e concreta’

Decisiva, per questa presa di coscienza, fu la mostra ‘Arte astratta e concreta’, tenutasi a Milano nel 1947 per iniziativa di Max Huber e Lanfranco Bombelli Tiravanti.

Il MAC nacque ufficialmente proprio a Milano, nel dicembre 1948, con una mostra di grafica presso la Libreria Salto.

Fin dall’inizio il gruppo ebbe una composizione eterogenea, dal linguaggio formale surrealista di Gillo Dorfles, sua anima teorica, all’astrazione geometrica di Atanasio Soldati, fino allo sperimentalismo di Bruno Munari.

Proprio questo fattore determinò una notevole apertura del movimento in varie direzioni e verso le più diverse applicazioni tecniche, dalla pittura all’architettura e al design, secondo un modello di sintesi delle arti che si rifaceva, più che alla totalità wagneriana, alla progettualità tipica del Bauhaus.

Gianni Monnet

Sotto la costante iniziativa di Gianni Monnet, il Movimento Arte Concreta milanese accolse molti nomi di spicco del periodo, gravitanti attorno a un nucleo che, oltre agli artisti già citati, comprendeva Luigi Veronesi, Augusto Garau e Galliano Mazzon.

Tale apertura all’esterno raggiunse presto altri importanti centri italiani, sia come proficuo contatto con i gruppi concretisti locali già esistenti (Forma a Roma, Arte Oggi a Firenze), sia come stimolo alla nascita di nuovi MAC a Torino (Biglione, Galvano, Parisot, Scroppo), Genova (Allosia, Mesciulam) e Napoli (Barisani, De Fusco, Tatafiore, Venditti).

Bloc

I contatti con la Francia, e in particolare con Bloc, portarono alla fusione con il gruppo Espace nel 1954, evento che diede inizio a una seconda fase dell’attività del MAC. Fase, tuttavia, che proprio per la continua espansione, ormai vicina a un proselitismo incontrollato, fu di pesante declino.

La fine del movimento fu segnata, nel 1958, dalla morte di Monnet, ossia di colui che ne aveva infaticabilmente tenuto le fila.

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Alessandro Dalai
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