Dizionario Arte

MICHELANGELO MERISI DA CARAVAGGIO

Michelangelo Merisi da Caravaggio. Il più intenso, originale e influente pittore italiano del XVII secolo.

Michelangelo Merisi da Caravaggio (Milano 1571 – Poro Ercole 1610) è considerato uno dei più grandi pittori della storia. Nonostante la breve carriera (morì all’età di 38 anni) e la produzione ristretta (circa sessanta opere) ebbe un impatto fortissimo sui suoi contemporanei, creando uno stile vigoroso e naturalistico che superò il manierismo e ispirò numerosissimi imitatori.

Vita di Michelangelo Merisi da Caravaggio

Michelangelo Merisi nacque quasi certamente a Milano, ma crebbe a Caravaggio, vicino a Bergamo, da cui prese il nome. Dal 1584 al 1588 fece apprendistato a Milano presso il pittore Simone Peterzano (1540 ca-1596 ca) e intorno al 1592 si trasferì a Roma, che fu poi il maggiore centro della sua attività.

La sua carriera non è documentata in modo sicuro fino al 1599 e si dice che nei primi anni dovette affrontare gravi difficoltà, svolgendo qualsiasi tipo di lavoro per tirare avanti. In seguito fu assistente di artisti più noti, come Giuseppe Cesari; si rese poi indipendente e intorno al 1590 un mercante vendette alcune sue opere al cardinale Francesco del Monte, che divenne il suo primo cliente importante e lo tenne in casa come dipendente dal 1597 al 1600 circa.

Le prime opere e il Cardinal Del Monte

Del Monte era un uomo sofisticato e dalla personalità poliedrica, che apprezzava i piaceri della vita come la musica e, si dice, le feste nelle quali i ragazzi si travestivano da donna. Tra le poche opere di Caravaggio risalenti a questo periodo vi sono quadri raffiguranti giovani uomini sensuali ed effeminati, che con tutta probabilità riflettevano i suoi gusti sessuali (si dice fosse bisessuale) così come quelli del suo protettore.

Queste opere sono di misura ridotta e di carattere intimistico, con un sorprendente senso della presenza fisica: il forte uso della luce definisce precisamente le figure che sono portate in primo piano nello spazio del quadro e ammiccano all’osservatore con uno sguardo sfacciatamente erotico e provocante

michelangelo merisi da caravaggio
Bacco, 1597, Uffizi, Firenze.

Le opere pubbliche

Fu probabilmente grazie a del Monte che Caravaggio ottenne la prima commissione pubblica: due grandi tele con La vocazione di San Matteo e Il martirio di San Matteo per le pareti laterali della cappella Contarelli nella chiesa di San Luigi dei Francesi a Roma; furono dipinti tra il 1599 e il 1600 e risultano essere le sue prime opere documentate, alle quali si aggiunse nel 1602 la tela San Matteo e l’angelo per l’altare della stessa chiesa; in questo periodo Caravaggio aveva già portato a termine un’altra importante commissione pubblica, due dipinti per la cappella Cerasi in Santa Maria del Popolo, la Conversione di San Paolo e la Crocefissione di San Pietro (1600-01).

Il chiaroscuro

Caravaggio mantenne poi sempre questo senso di avvicinamento e di immediatezza, con figure poste di solito su uno sfondo piatto o con solo una leggera profondità, e intorno al 1590 abbandonò la luce piana per cimentarsi nel profondo chiaroscuro, una delle caratteristiche fondamentali della sua produzione matura. Bellori descrisse le sue prime opere come dolci, pulite e senza quelle forti ombre che usò in seguito. Tutte queste opere, e in particolare le ultime due, erano straordinariamente originali per l’uso della luce e delle ombre, per l’economia e la forza del disegno e per la schiettezza realistica: storie note a tutti venivano raccontate in un modo assolutamente nuovo, interpretate da personaggi solidi, in carne e ossa, a differenza delle tradizionali figure idealizzate.

conversione di san paolo
Caravaggio, conversione di san paolo

Grazie a questi capolavori Caravaggio divenne il pittore più amato a Roma e questo cambiò il corso della sua carriera: da quel momento si dedicò soprattutto a opere di grande misura a carattere religioso, pensate per luoghi pubblici, piuttosto che a opere intimistiche per un ristretto numero di intenditori.

Fin dall’inizio oggetto di controversie

Fin dall’inizio della carriera pubblica di Michelangelo Merisi da Caravaggio, però, il suo lavoro fu oggetto di controversie: molti dei contemporanei trovavano il suo realismo esagerato o addirittura indecente rispetto a un contesto religioso. Tra il 1602 e il 1606 dipinse cinque importanti pale d’altare per chiese romane, tre delle quali rifiutate perché scandalose o teologicamente scorrette.

Tra i dipinti rifiutati c’era la Morte della Vergine (1605-06, Louvre, Parigi), che mostra la Vergine morta davvero come un cadavere, in modo quindi molto realistico a differenza delle usuali rappresentazioni dove appariva come appena addormentata e pronta a essere ricevuta in paradiso.

caravaggio la morte della vergine
Caravaggio, la morte della vergine

La chiesa di Santa Maria della Scala rifiuta il quadro e lo sostituisce con un dipinto più tradizionale di Saraceni. Baglione scrisse che l’opera di Caravaggio era troppo irrispettosa nel dipingere la Madonna così gonfia e a gambe nude. Un’altra fonte racconta che come modella del quadro Caravaggio usò un cadavere di prostituta recuperato dal Tevere.

In ogni caso lo scandaloso dipinto fu presto acquistato da Vincenzo Gonzaga, duca di Mantova (su raccomandazione di Rubens), e anche le altre opere rifiutate furono velocemente comprate da altri avveduti collezionisti.

La vita violenta di Caravaggio

Mentre la sua fama di pittore di  cresceva sempre più a Roma grazie a queste opere, Michelangelo Merisi si fece notare anche per il suo stile di vita violento e sregolato. Tra il 1600 e il 1605 collezionò una lunga serie di imputazioni per casi di ingiuria e comportamento violento. Nel 1606 uccise un uomo durante una rissa a causa di una scommessa. Fuggito da Roma per paura delle conseguenze dell’omicidio, trascorse il resto dei suoi anni come un latitante, passando per Napoli (1606-07), Malta (1607-08), la Sicilia (1608-09) e di nuovo Napoli (1609-10).

Verso uno stile più drammatico

Ovunque si recasse otteneva importanti commissioni ed esercitava una forte influenza sugli artisti locali. In questi anni il suo lavoro divenne più austero e drammatico, come dimostra la Decollazione di Giovanni Battista (1608, cattedrale di Valletta, Malta), il suo dipinto più grande, opera di massimo potere tragico. La sua vita continuò tra sregolatezza e pericoli. Nel 1608 fugge dal carcere di Malta, poi nel 1609 fu gravemente ferito al volto a Napoli. Proprio a Napoli morì di febbre mentre tentava di rimettersi in viaggio per Roma, dove voleva tornare poiché convinto di un imminente provvedimento di clemenza da parte del papa.

caravaggio, la decollazione di san giovanni battista
caravaggio, la decollazione di san giovanni battista

Non ebbe allievi ma moltissimi seguaci (i caravaggeschi). La sua opera, insieme a quella dei Carracci, segnò l’inizio di una nuova epoca nella pittura italiana (vedi barocco).

Il genio ribelle

La fama di  Caravaggio  di “genio ribelle” si protrae per tutto il secolo successivo (parole di Vicente Carducho scritte nel 1633). Baglione (1642) scrisse che molti consideravano Caravaggio come colui che aveva davvero rovinato la pittura. Difatti molti giovani artisti, seguendo il suo esempio, si limitavano a copiare dalla realtà, senza studiare i fondamenti del disegno e la profondità dell’arte. Si mostravano perciò incapaci di dare vita ad una vera composizione pittorica.

Nel 1672 Bellori scrisse che Caravaggio aveva dato un grande contributo all’evoluzione dell’arte pittorica. Il genio ribelle aveva portato in primo piano il realismo. Nel periodo in cui non era certo di moda e quando le figure umane erano rappresentate in modo convenzionale. Ciò per soddisfare il gusto del grazioso più che la ricerca del vero.

Tuttavia lo stesso Bellori scrisse che Caravaggio aveva degradato la maestà della pittura e a causa sua qualsiasi artista poteva ormai fare quello che voleva. Proseguiva sostenendo che il gusto del bello si era svalutato. Di conseguenza l’antichità aveva perso tutta la sua autorità e alcuni artisti avevano cominciato a compiacersi della perversione e della deformità.

L’interesse per Caravaggio scemò

L’interesse per Caravaggio scemò nel XVIII secolo (non è nemmeno menzionato nei Discorsi di Reynolds), ma si riaccese alla meta del XIX. Ma c’era ancora chi, come Ruskin, riteneva che egli avesse sempre cercato l’orrore, la bruttezza e la sporcizia del peccato (Pittori Moderni, vol. II, 1846). Studi approfonditi arrivano solo nel  XX secolo. Da allora ci fu un continuo fiorire di saggi critici e di dibattiti. Ellis Waterhouse scrisse che

“un lettore ingenuo di testi di storia dell’arte può essere perdonato se pensa che il posto di Caravaggio nella storia della civiltà si trovi più o meno tra Aristotele e Lenin”.

Nascita: Caravaggio 1571; Morte: Porto d’Ercole 1610

Vuoi ricevere Mam-e direttamente nella tua casella di posta? Iscriviti alla Newsletter, ti manderemo due mail al mese con il meglio del nostro Magazine e riceverai subito un regalo!

CLICCA QUI PER SAPERNE DI PIÙ!