Dizionario Arte

CARTONE PREPARATORIO.

Cartone preparatorio. Disegno in dimensione reale realizzato per essere trasferito su un dipinto o su un arazzo o altro, di solito di grandi dimensioni. Il disegno può includere l’intera composizione o solo una porzione, anche una figura sola.

I cartoni costituivano un elemento essenziale nel procedimento di produzione delle vetrate legate a piombo, e fu probabilmente da qui che i pittori presero lo spunto.

Furono di certo impiegate per i dipinti nel tardo XIV secolo e già alla metà del XV erano largamente usate da pittori come Piero della Francesca

Il disegno veniva trasferito dal cartone al supporto definitivo premendo le linee con uno strumento metallico appuntito chiamato stilo, o spolverando carbone in polvere attraverso una serie di piccoli fori (questo procedimento è chiamato *spolvero).

Cartone preparatorio.

Piero della Francesca creò anche immagini speculari appoggiando il cartone prima da una parte e poi dall’altra: l’esempio più chiaro è la Madonna del Parto, un affresco nella cappella del cimitero a Monterchi, vicino ad Arezzo, nel quale i due angeli che fiancheggiano la Vergine sono esattamente nella stessa posa ma speculari l’uno all’altro.

su tavola o tela

Usarono i cartoni  sia per quadri su tavola o tela, sia per affreschi.  Esempio celebre  la Sant’Anna con la Madonna, il bambino e San Giovannino (National Gallery, Londra) di Leonardo, della quale non fu mai realizzato il dipinto. Per gli arazzi i cartoni venivano eseguiti a colori; un esempio famoso è la serie di Raffaello degli Atti degli apostoli (Royal College, in prestito al Victoria & Albert Museum, Londra), creata per gli arazzi della Cappella Sistina

Atti degli Apostoli.

Si chiama cartone anche il disegno preparato da un artista per rendere l’idea del dipinto finale, soprattutto per mostrarlo al committente. Il cartone è quindi più accurato ed elaborato di un semplice schizzo o bozzetto, che l’artista fa soprattutto per se stesso.

su tavola o tela

Il significato di cartone è passato attraverso quello di ‘vignetta umoristica’ derivato dalla parodia che la rivista Punch pubblicò nel 1843 mettendo in caricatura i cartoni proposti a una gara per un ciclo affreschi da eseguire nella sede del Parlamento a Londra.

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