BOTTICELLI, SANDRO PITTORE FIORENTINO

BOTTICELLI, SANDRO PITTORE FIORENTINO

 

 

Sandro Botticelli. Pittore fiorentino, trascurato per secoli ma oggi uno dei più amati artisti del rinascimento. Il nome Botticelli (piccola botte) lo avevano attribuito originariamente a un fratello maggiore, perché presumibilmente tarchiato, ma successivamente la famiglia l’ha adottato come cognome.

Secondo Vasari, il primo apprendistato di Sandro Botticelli avvenne presso la bottega di un orafo e successivamente presso Filippo Lippi. La dolcezza e la grazia dell’opera di Lippi certamente ebbero una forte influenza su di lui, ma Botticelli ha indubbiamente avuto grande raffinatezza, in particolare nel disegno. Nel disegno raggiunse una straordinaria combinazione di delicatezza e vivace scioltezza. Bernard Berenson lo descrisse come “il più grande artista di disegno lineare che l’Europa abbia mai avuto”.

Pittore fiorentino.

Sandro Botticelli trascorse quasi tutta la vita a Firenze, e l’unico soggiorno significativo fuori dalla città fu tra il 1481 e il 1482 quando lavorò alla decorazione della Cappella Sistina in Vaticano, insieme a Ghirlandaio, Perugino e altri artisti.

Il fatto che lo avessero chiamato a Roma per questa prestigiosa commissione dimostra come la sua reputazione dovesse essere già considerevole all’epoca. Durante gli anni Ottanta del Quattrocento pare che fosse il pittore più richiesto a Firenze.

La sua clientela

La sua clientela comprendeva autorità civiche, istituzioni religiose e i membri delle famiglie più prestigiose, in particolare i Medici. Nel 1485 circa, quando Ludovico Sforza, duca di Milano, chiese al suo mandatario informazioni riguardo ai pittori più importanti di Firenze, Botticelli fu descritto come un pittore eccellente, sia su tavola che su muro, le cui opere possiedono un carattere vigoroso e sono realizzate con grande accortezza e perfette proporzioni.

La bottega di Sandro Botticelli era molto attiva (Filippino Lippi fu il suo allievo più importante) e alcuni dei suoi dipinti (in particolare quelli che raffigurano la Madonna col bambino) esistono in diverse versioni o copie, a dimostrazione di come fossero in voga.

Nell’ultimo decennio del Quattrocento, tuttavia, la fortuna di Botticelli andò declinando, e dopo il ritorno di Leonardo in città nel 1500, il suo stile lineare doveva apparire arcaico.

Problemi finanziari

Alla fine dei suoi anni ebbe problemi finanziari e Vasari lo descrisse come vecchio e consumato, incapace di stare in piedi e di muoversi senza l’appoggio delle stampelle. All’epoca della sua morte era orma una reliquia di un’epoca passata.

La produzione

La produzione di Botticelli fu ampia e varia rispetto agli standard del tempo. La maggior parte delle sue opere è di carattere religioso, ma dipinse anche ritratti e soggetti allegorici, letterari e mitologici. Inoltre (tratto inusuale) fece disegni come opere autonome rispetto ai dipinti.

I suoi disegni più ragguardevoli sono una serie di illustrazioni per un manoscritto della Divina Commedia di Dante (1490 ca), commissionate da Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici.

Il progetto non si mai completò, e i 92 disegni sopravvissuti (in vari stadi di avanzamento) sono ora divisi tra il Kupferstichkabinett di Berlino e la Biblioteca Vaticana. Probabilmente fu per lo stesso committente che Botticelli dipinse le sue due opere più celebri, la Primavera (1480 ca) e la Nascita di Venere (1485 ca), oggi entrambe agli Uffizi.

Secondo il Vasari

Ai tempi di Vasari le due opere si trovavano nella villa dei Medici a Castello, vicino a Firenze, e lui le menzionò nella stessa frase. Da allora Vasari scrisse che la Primavera raffigurava Venere come simbolo della primavera, che veniva adornata di fiori dalle Grazie. Sono presenti varie altre figure mitologiche, e gli studiosi hanno fatto grandi sforzi critici per cercare di spiegare il significato simbolico del dipinto, come per la Nascita di Venere. E mentre il dibattito intorno alle interpretazioni iconografiche continua, questi due dipinti sono universalmente considerati due delle opere più magnifiche del rinascimento, e oggi sono così famosi da essere diventati simboli di quell’epoca.

Il clima politico di Firenze

Come altri artisti (per esempio Fra’ Bartolomeo), Botticelli provava turbamento dal clima politico turbolento della Firenze dell’ultimo decennio del Quattrocento. Vasari disse che divenne un seguace di Savonarola, e che ciò lo portò ad abbandonare la pittura. La seconda parte di questa affermazione non risponde assolutamente a verità mentre le prove sulla prima parte sono inconcludenti, ma è certamente vero che alcuni degli ultimi dipinti di Botticelli sono più ‘seri’ -solenni, intensi, talvolta estatici -rispetto alle opere precedenti.

L’esempio più indicativo è la Natività mistica (1500, National Gallery, Londra); è l’unica sua opera firmata e datata. Contiene una criptica iscrizione in greco che suggerisce l’attesa della seconda venuta di Cristo. Il dipinto presenta uno stile marcatamente personale, che ignora i progressi in direzione naturalistica compiuti dai pittori fiorentini nel corso del XV secolo; Botticelli si servì perfino della consuetudine medievale di rappresentare la Madonna e il bambino in scala maggiore rispetto alle altre figure.

La spiritualità di Botticelli fu una delle caratteristiche che più attrasse i vittoriani, che lo riscoprirono dopo un lungo periodo di oscurità. Quando Walter Pater nel 1870 pubblicò un saggio su Botticelli lo definì “un artista relativamente sconosciuto”, ma alla fine del secolo era diventato una sorta di figura di culto -e una grande fonte di ispirazione per l’ art nouveau e per le pallide, affusolate fanciulle di Burne-Jones e dei suoi seguaci.

Nascita: Firenze 1445; Morte: Firenze 1510

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Alessandro Dalai
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