Croce, Benedetto

Filosofo, storico, critico e statista italiano. Croce è considerato il più importante filosofo italiano della prima metà del XX secolo. La sua vasta produzione comprende molti scritti d’arte e le sue opinioni sul tema sono sviscerate completamente in Estetica come scienza dell’espressione e linguistica generale (1902). In quest’opera considera tutta l’arte come una forma di immaginazione -evocante immagini o particolari -e ritiene che la buona arte sia l’espressione ben riuscita di un’emozione. Croce però usa la parola espressione in un’accezione speciale, come sinonimo di intuizione e non nel comune significato che implica qualche manifestazione esterna. Le sue teorie sono state criticate in parte per singole confusioni concettuali, ma più in generale per il suo identificare l’arte con il processo mentale di intuizione/espressione che è ben lontano dal risolvere il problema della comunicazione di un’idea o di un’intuizione in forma concreta -quello che si intende per opera d’arte nel senso comune del termine.

Tuttavia, grazie al suo tentativo di comprendere la distinzione tra rappresentazione ed espressione, Croce è stato definito il fondatore dell’estetica moderna. Gli altri suoi scritti sull’estetica comprendono la voce estetica nella quattordicesima edizione dell’Encyclopaedia Britannica (1929) e molti articoli comparsi sul giornale La critica, da lui fondato nel 1903 e diventato Quaderni della critica nel 1944. Croce fu per un breve periodo ministro dell’educazione prima dell’avvento al potere di Benito Mussolini nel 1922, e fece di nuovo parte del governo nel 1944, dopo la caduta di Mussolini; la sua strenua opposizione al fascismo fece di lui un simbolo di libertà di pensiero e di coraggio morale.

Nascita: Pescasseroli 25-02-1866; Morte: Napoli 19318

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