Burri, Alberto

Pittore, *collagista e disegnatore italiano. Nel 1943 fu catturato in nord Africa mentre prestava servizio come medico nell’esercito italiano, e nel 1944, prigioniero di guerra a Hereford, Texas, iniziò a dipingere utilizzando qualunque materiale riuscisse a trovare, compresi i sacchi. Dopo la guerra si stabilì a Roma e abbandonò la medicina per l’arte. Nel 1948 iniziò a comporre opere astratte, e nel 1949 a inserire frammenti di sacchi come elementi di collage; spesso spalmava pittura rossa sui tessuti, che davano l’idea di bende intrise di sangue (Sacco rosso, 1954, Tate, Londra).

Nei tardi anni Cinquanta cominciò a inserire nei dipinti materiali più corposi, tra cui pezzi di legno carbonizzati o metalli arrugginiti, che ancora riflettevano la sanguinosa esperienza della guerra, sebbene le opere fossero costruite con grande eleganza formale. Nonostante il suo carattere schivo, Burri ottenne un grande successo internazionale grazie alla qualità del suo lavoro. Fu uno dei primi artisti a sperimentare la forza evocativa dei materiali di scarto, anticipando la junk art in America e l’arte povera in Italia. Realizzò inoltre scenografie per il Teatro alla Scala di Milano e altri teatri.

Città di Castello, 12 marzo 1915 – Nizza, 13 febbraio 1995

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