Stieglitz, Alfred

Fotografo e commerciante d’arte americano che, durante i primi vent’anni del XX secolo, cercò di far conoscere al pubblico americano l’arte d’avanguardia europea. Figlio di un immigrato tedesco, trascorse la maggior parte degli anni Ottanta a Berlino, poi, nel 1890, tornò negli Stati Uniti, consolidando lì la sua reputazione internazionale di fotografo. La galleria d’arte intitolata 291 Gallery (al 291 Fifth Avenue, New York), che inaugurò nel 1905, presentò la prima esposizione americana di Matisse (1908), Toulouse-Lautrec (1909), Rousseau (1910), Picabia (1913), Severini (1917) e la prima personale in assoluto di Brancusi (1914). Allestì anche la prima esposizione d’arte infantile e la prima grande esposizione d’arte africana in America.

Sostenne inoltre gli artisti americani, tra cui Georgia O’Keeffe che sposò nel 1924. Dal 1903 al 1917 diresse il giornale Camera Work. Il giornale, all’inizio dedicato alla fotografia, allargò poi il campo a tutta l’arte visiva e aprì le sue pagine anche agli scrittori d’avanguardia americani. La 291 Gallery venne chiusa nel 1917, a causa della demolizione dell’edificio, ma Stieglitz continuò il suo lavoro con la Intimate Gallery (1925-29) e An American Place (1929-46). Nel suo lavoro di fotografo era brillante e innovativo. Imparò dalla pittura d’avanguardia che esponeva a fare sperimentazione, raggiungendo diversi gradi d’astrazione, e le sue opere, oltre a rivoluzionare il concetto di immagine fotografica, sancirono l’indipendenza della fotografia come forma d’arte. Costituì una gigantesca collezione d’arte, gran parte della quale venne donata all’Art Institute di Chicago.

(Hoboken 1864 – New York 1996)

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