ABRAMOVIC, MARINA

Artista serba. Dai primi anni Settanta ha utilizzato il suo corpo come strumento di ricerca artistica, diventando una delle più significative protagoniste della body art. Ha spesso lavorato in condizioni estreme di sofferenza fisica o tensione psicologica, mettendo a dura prova la sua capacità di sopportazione e suscitando nel pubblico forti reazioni emotive. Fondamentale all’interno del suo percorso è stata la collaborazione con l’artista tedesco Ulay (Solingen 1943), suo partner nella vita e in numerose performance, tra cui Nightsee Crossing (1981), in cui i due compagni sono rimasti seduti alle estremità di un tavolo immobili e in assoluto silenzio per sette ore e The Great Wall Walk (1988), in cui hanno percorso -l’uno partendo da ovest, l’altra da est -i 5000 km della Grande Muraglia cinese per incontrarsi a metà strada. Il video, all’inizio funzionale solo alla documentazione della sua opera, è divenuto, in un secondo momento, parte del suo linguaggio artistico. Tra le performance più significative si ricorda Balkan Baroque, premiata alla Biennale di Venezia del 1997, riflessione sui conflitti che stavano all’epoca sconvolgendo la sua terra d’origine, durante la quale l’artista ripulì per otto ore al giorno grandi ossa di animale in una sorta di macabro rituale di purificazione.

Nascita: Belgrado 30-11-46

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