Cremona, Tranquillo
Dizionario Arte

Cremona, Tranquillo pittore italiano

Tranquillo Cremona

Cremona, Tranquillo. Pittore italiano. Si formò alla Scuola Civica di Pittura di Pavia, diretta all’epoca da Giacomo Trécourt, che gli fece conoscere la pittura del Piccio. Dal 1852 al 1859 visse a Venezia, dove frequentò i corsi dell’Accademia di Belle Arti e studiò la pittura del Cinquecento.

Nel 1859, per evitare l’arruolamento nell’esercito austriaco, si trasferì a Milano, continuando gli studi all’Accademia di Brera sotto la guida di Guseppe Bertini. A questo periodo risalgono quadri di soggetto storico come Marco Polo presentato da suo padre a Cubilay Gran Khan de’ Tartari (1863, GNAM, Roma), esposto a Brera nel 1863 insieme a Un falconiere (1863, Civica Galleria d’Arte Moderna, Milano), opera che inaugurò la sua stagione pittorica matura.

Molto stimolante fu la frequentazione del gruppo di artisti e letterati, quali Daniele Ranzoni, Giuseppe Grandi e Carlo Dossi, che diede vita al movimento della Scapigliatura, di cui Cremona divenne uno dei maggiori esponenti con opere quali I due cugini (1870, GNAM, Roma) e L’edera (1878, Galleria Civica d’Arte Moderna, Torino). La tecnica pittorica basata su pennellate veloci e vaporose che sfuocano i contorni delle figure ben si adatta ai temi prediletti dall’artista che riguardano la sfera emotiva e dei sentimenti. Cremona fu anche un abile ritrattista, capace di cogliere la dimensione psicologica dei personaggi raffigurati (Ritratto di Nicola Massa, 1867, Pinacoteca Civica, Pavia).

Nascita: Pavia 1837;
Morte: Milano 1878

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