courbet gustave
Dizionario Arte

COURBET, GUSTAVE

Courbet Gustave

Courbet Gustave. Pittore francese, Gustave Courbet è stata una delle personalità di maggior spicco del XIX secolo.

Era figlio di un prospero agricoltore di Ornans, ai piedi dei monti del Giura, vicino al confine con la Svizzera. Lo stile di vita della sua terra giocò un ruolo importante nella sua arte: anche se trascorse la maggior parte della sua carriera a Parigi, dipinse raramente soggetti urbani (Cézanne disse che la sua tavolozza “odorava di fieno”).

Aveva un carattere molto indipendente, fu ostinatamente sicuro di sé e si vantò sempre di essere autodidatta. Studiò infatti con diversi maestri minori a Ornans, Besançon e Parigi, dove si trasferì nel 1839, ma imparò di più copiando le opere dei grandi maestri naturalisti del XVII secolo come Caravaggio e Velázquez al Louvre. Fu in larga parte da questi che prese il suo stile solido e imponente, con i forti contrasti di luce e ombra.

Le prime opere di Gustave Courbet

I primi dipinti di Courbet (che comprendevano anche alcuni narcisistici autoritratti) furono di tradizione romantica. Tre furono le grandi tele che espose al Salon del 1850 lo resero il protagonista assoluto del movimento *realista. Funerale a Ornans (Musée d’Orsay, Parigi), i Contadini di Flagey (Musée des Beaux-Arts, Besançon) e Gli spaccapietre (distrutto a Dresda durante la seconda guerra mondiale).

In particolare l’enorme scena della sepoltura creò un forte impatto. Alcuni critici attaccarono l’opera per la sua presunta grossolanità e la spudorata sgradevolezza, ma altri lodarono la sua potenza naturalistica (l’idea del quadro fu ispirata dal funerale di suo nonno).

una scena tanto quotidiana in maniera così epica

Mai prima di allora era stata mostrata una scena tanto quotidiana in maniera così epica, e a Courbet gli si affibbiò l’etichetta del socialista rivoluzionario, che del resto accettò di buon grado (anche se non dipingeva con intenzioni politiche); divenne amico e seguace del filosofo anarchico Pierre-Joseph Proudhon (1809-1865) che gli riservò una parte importante nel suo libro Du principe de l’art et de sa destination sociale (1865).

Lo spessore e la sicurezza in se stesso di Courbet sono evidenti tanto nella tecnica che nella scelta dei soggetti. Spesso usò una spatola per applicare i colori e le sue opere mostrano un gusto allora mai visto per la fisicità dei materiali.

Controversie

La sua non convenzionalità e l’odio per l’autorità furono espressi con più forza nel 1855, quando due dipinti furono rifiutati all’Exposition Universelle di Parigi. Per questo motivo, Gustave Courbet organizzò una mostra personale in un edificio posto accanto all’ingresso dell’esposizione, che chiamò ‘il padiglione del realismo’. L’opera chiave della mostra (una delle due rifiutate) è oggi il suo dipinto più celebrato, L’atelier dell’artista (1854-55, Musée d’Orsay, Parigi).

Atelier del pittore (Courbet)

Quest’enorme tela (sei metri di larghezza)

Coubert sottotitolò quest’enorme tela (sei metri di larghezza) “un’allegoria reale che riassume sette anni della mia vita artistica”. In una lettera all’amico Champfleury stampata sul catalogo che l’accompagnava, scrisse un lungo (ma non molto chiaro) resoconto dell’opera, descrivendola come la storia fisica e morale del suo studio, e affermando che mostrava tutte le persone che hanno perorato la sua causa, sostenuto i suoi ideali e supportato la sua attività.

Questi amici e mentori si possono vedere sulla destra (tra loro Baudelaire, Champfleury, Proudhon, e il collezionista Alfred Bruyas (1821-1877), il più importante mecenate di Courbet); sulla sinistra sono dipinte figure simboliche dei poveri e dei loro sfruttatori.

Courbet siede fieramente in mezzo ai due gruppi di fronte al cavalletto, ammirato da una magnifica modella nuda; presentandosi come l’artista-eroe, e usando come soggetto la creazione dell’arte, suonò per primo una nota che avrebbe risuonato nel XX secolo.
Diverse interpretazioni si esposero sul dipinto: si assimilò ad una rappresentazione esoterica della massoneria, per esempio, o più plausibilmente come un velato attacco a Napoleone III.

delusi o disgustati dal misto di allegoria

Molti contemporanei si mostrarono delusi o disgustati dal misto di allegoria, ritratto e intento sociale. In pochi frequentarono la mostra. In seguito l’opera di Courbet divenne meno dottrinale; i colori divennero meno ombrosi e spesso scelse soggetti più attraenti, come le foreste di Fointanebleau, il Giura o il Mediterraneo, paesaggi marittimi, nature morte o nudi sensuali e ammiccanti.

In seguito all’abdicazione di Napoleone III, Courbet divenne capo della commissione artistica della Comune, il breve governo rivoluzionario di Parigi (marzo-maggio 1871). Quando la comune venne brutalmente repressa, Courbet fu condannato a sei mesi di prigione per il suo coinvolgimento nella distruzione della colonna di VendÂme, simbolo del bonapartismo.

Fu rilasciato nel 1872

Fu rilasciato nel 1872, ma l’anno successivo fu ritenuto personalmente responsabile dei costi di ricostruzione della colonna. Impossibilitato a pagare e timoroso dell’arresto, si ritirò in esilio in Svizzera. Vi rimase per il resto della vita, dipingendo soprattutto paesaggi e ritratti.
Il rifiuto clamoroso dell’idealizzazione e il suo concentrarsi nella realtà tangibile delle cose ebbe un’enorme influenza nell’arte del XIX secolo: “Superbamente plebeo… Courbet si comportò come l’ariete che sfonda le porte dell’arte gentile, sia accademica che preziosamente avanguardista, permettendo così a una nuova generazione (che comprende gli *impressionisti) di concentrarsi sui problemi espressivi dell’esperienza visiva” (Lorenz Eitner, An Outline of 19th Century European Painting, 1987).

“La pittura”, disse Courbe

“La pittura”, disse Courbet, “è un’arte essenzialmente concreta e può consistere solo nella rappresentazione di oggetti reali ed esistenti”. Quando gli chiesero di rappresentare degli angeli in un dipinto per una chiesa disse: “Non ho mai visto angeli. Mostratemi un angelo e lo dipingerò”.

Nascita: Ornans 1819;
Morte: La Tour de Peilz 1877

Vedi anche:

Gustave Courbet, il maestro del realismo

Courbet e la natura come fonte di ispirazione

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