astrazione postpittorica
Dizionario Arte

astrazione postpittorica termine coniato da Greenberg

Astrazione postpittorica

Termine coniato dal critico Clement Greenberg per definire una diffusa tendenza per cui i pittori astratti americani, negli anni Cinquanta del Novecento, iniziarono a reagire in vari modi alle caratteristiche pittoriche *gestuali dell’ espressionismo astratto

Astrazione postpittorica. Termine coniato dal critico Clement Greenberg per definire una diffusa tendenza per cui i pittori astratti americani, negli anni Cinquanta del Novecento, iniziarono a reagire in vari modi alle caratteristiche pittoriche *gestuali dell’ espressionismo astratto.

Greenberg creò questa espressione (in inglese, Post-Painterly Abstraction) come titolo per un’esposizione al County Museum of Art di Los Angeles che organizzò nel 1964. Trasse la parola ‘painterly‘ (in tedesco malerisch) da Heinrich Wölfflin. Quest’ultimo ne aveva parlato nel libro Principi di storia dell’arte, e che intese come una “definizione del colore e del contorno indistinta, spezzata, libera”. Gli astrattisti postpittorici, al contrario, tendevano verso una “apertura fisica del disegno, o verso la chiarezza delle linee, o verso entrambe“.

La definizione non fu mai molto precisa, ma essenzialmente descriveva un rifiuto della pennellata espressiva in favore di ampie campiture di colore prive di modulazioni. Il termine abbraccia così in maniera più precisa tipologie definite di arte astratta, come il colour field painting e l’ hard-edge.

Tra le figure di spicco di questa tendenza ci furono Helen Frankenthaler, Al Held, Ellsworth Kelly, Morris Louis, Kenneth Noland, Jules Olitski, e Frank *Stella.

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