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Morta Cini Boeri, addio alla grande designer milanese

Morta Cini Boeri, addio alla grande designer milanese

Il 9 settembre 2020 è morta Cini Boeri – agli albori della leggenda

Nata a Milano il 19 giugno 1924, Maria Cristina Mariani Dameno, inizia la propria carriera nel ’51 a seguito della laurea al Politecnico di Milano. Un ottimo inizio di carriera per Cini: prima stagista e poi collaboratrice del mitico Gio Ponti. Successivamente arriva  la collaborazione con Marco Zanuso, finchè nel ’63 non apre un suo  studio. Continua  come insegnante di progettazione architettonica e disegno industriale al Politecnico per proseguire come docente e/o relatrice di lezioni e conferenze negli istituti universitari più importanti al mondo come: il Nùcleo de Desenho Industrial a San paolo, la Cranbrook School di Detroit, il Pacific Design Center, la University California, Los Angeles, ed altri ancora.

Casa La Sbandata, loc. Stagno Storto, La Maddalena, Sassari, Italia, 2003/2004.

La Cini, designer antifascista

Cini Boeri, oltre ad essere una voce autorevole nel settore dell’architettura e del design, ha anche contributo alla vita culturale che la circondava partecipando attivamente alle vicende milanesi. Ispirandosi ai paracadute nel cielo che si aprivano come fossero ombrelli e con i quali disegnava gonne (già quando era partigiana), ricorda:

“Avevo 18 anni, eravamo sfollati in montagna sotto al Mottarone, e collaboravo facendo la staffetta per i documenti. Ma qualche volta partecipai anche a dei raid antitedeschi.”

Casa nel bosco, Osmate, Varese, 1969.

Cini Boeri- una Donna a 360 gradi

Considerata da alcuni critici come esponente di «un femminismo architettonico ed esistenziale», Cini Boeri ha rappresentato una novità rivoluzionaria per la professione che ha scelto e soprattutto per il periodo storico in cui l’ha svolta. In una intervista afferma:

“Sì, ora sembra che tutto sia scontato. Noi invece avevamo un compito chiaro, netto. Penso ad esempio al Politecnico, ambiente molto maschile, con pochissime donne: nel mio anno su nove riuscimmo a terminare gli studi in tre.”

 

 

 Morta Cini Boeri – Eredità tramandata

La designer Cini, sposata con il neurologo Renato Boeri (da cui si divorzia successivamente), diventa madre di tre: Tito Boeri (economista), Sandro Boeri (giornalista) e il pluripremiato autore del progetto del Bosco verticale (ex assessore alla cultura del Comune di Milano ed attuale Presidente della Triennale) Stefano Boeri. In relazione a quest’ultimo, la madre confessa:

“non mi sembra che si sia ispirato al mio lavoro, lui ha una visione più laterale della mia”

Serpentone, design di Cini Boeri per Arflex, 1971.

La designer Cini – Stile e pensiero

La designer nata all’ombra della Madonnina ha sempre vissuto il periodo aureo della creatività italiana (e milanese nello specifico) da vera protagonista.

All’interno della sua produzione è possibile individuare due aspetti fondamentali e caratteristici: l’essenzialità per quanto riguarda le forme e la funzionalità che nelle sue opere non è mai stata subordinata all’estetica. Cini ha sempre posto particolare attenzione sulla funzionalità dello spazio e ai rapporti psicologici tra l’uomo e l’ambiente, tant’è vero che su queste riflessioni ha pubblicato alcuni scritti quali: “Le dimensioni umane dell’abitazione” e “La dimensione del domestico”

“L’architettura è provocatoria perché deve o dovrebbe aiutare l’uomo a vivere. È una forma di creatività che trae origine dalla vita stessa, quindi la qualità di un architetto dovrebbe migliorare nel corso degli anni.”

Pluripremiata 

Oltre ad essere membro del consiglio d’amministrazione della Sedicesima Triennale di Milano (1981), viene nominata Socio Onorario ADI (Associazione per il Disegno Industriale). Nel corso della sua lunga carriera ha ricevuto numerosi premi tra cui nel ’79 il Compasso d’Oro con il divano Strips disegnato per Arflex (oggi esposto permanentemente alla Triennale). L’anno scorso ha ricevuto l’Ambrogino d’Oro su proposta dell’ANPI Milano.  Ancora, nel 2011 viene nominata Grande ufficiale al merito della Repubblica dal presidente Napolitano.

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