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LA NUOVA SEDE DI MASSIMO DE CARLO A MILANO

LA NUOVA SEDE DI MASSIMO DE CARLO A MILANO

La nuova sede di Massimo De Carlo nasce al piano nobile di Casa Corbellini-Wassermann, progetto milanese anni Trenta di Piero Portaluppi.

Gli anni Trenta sono stati un trionfo di stile e particolari d’arredamento pregiati, ecco perché Massimo De Carlo punta sulla magnifica casa Corbellini-Wessermann per la sua nuova sede, tempio di arte e design.

La nuova galleria inaugura dopo un restauro filologico e conservativo a cura dello Studio Binocle con la consulenza di Antonio Citterio e realizzato con la supervisione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Milano.

Tutti gli interni sono stati riportati alla loro forma originaria, esaltandone la storicità e gli elementi di maggior pregio; inutile dire che il risultato è una perla del design e dell’abile lavoro di restauro.

Il progetto degli interni, eccellente esempio di razionalismo italiano, è caratterizzato dalla preziosità decorativa e dalle diverse tipologie di marmo.

 I parquet con fughe metalliche, la boiserie di radica, i camini dalle cornici sontuose, come dei ricami abilmente effettuati dalla mano di una sapiente sarta; sono tutti dettagli di una casa che di per sé è un’opera d’arte a tutti gli effetti.

Infatti, tra gli elementi più affascinanti dell’edificio, oltre alle formule utilizzate da Portaluppi per i pavimenti e i soffitti, ci sono le pareti della stanza d’ingresso.

Queste, sono infatti decorate con un disegno a tempera che raffigura il territorio padano con i suoi borghi e il paesaggio; restituite al loro aspetto originale grazie al restauro.

La nuova sede di Massimo De Carlo tra storia e design

La nuova sede di Massimo De Carlo ha inaugurato pochi giorni fa, con una mostra:MCMXXXIV,ispirata proprio agli anni di costruzione dello stabile: gli anni Trenta. Lo scopo della mostra, curata con Francesco Bonami, è un dialogo tra gli artisti del decennio del 1930 e alcuni contemporanei trattati da De Carlo; Fausto Melotti e Antonietta RaphaëlPietro Roccasalva e Andra UrsutaAdolfo WildtFélix González-Torres e Rudolf Stingel.

Certo è, che Massimo De Carlo è sempre stato estremamente lungimirante nella scelta dei suoi spazi espositivi. La nuova sede succede infatti a quella di via Ventura, a Lambrate. Spazio post-industriale molto ammirato che ha avviato il “fenomeno Ventura”; ovvero il quartiere satellite di Milano che si è dato un’identità con arte e design dopo che le industrie ivi locate chiusero.

 Tuttavia, non è da considerarsi un caso questo scalpore intorno alla nuova sede per l’arte e il design di Massimo De Carlo. Portaluppi è, infatti, autore di edifici famosi e dal design inequiparabile come, ad esempio, Villa Necchi Campiglio, nel centro di Milano e protetta dal FAI; oppure il palazzo con l’arco di Porta Venezia, tanto caro ai pubblicitari.

La storia di Massimo De Carlo è affascinante almeno quanto la storia dei suoi spazi espositivi. Il celebre gallerista, infatti, iniziò la sua carriera come farmacista. Un uomo normale, con la passione per la musica avanguardista. Poi, un giorno, una vincita al Totocalcio, di quelle rare, gli permette di iniziare a collezionare arte contemporanea. Da allora, le gallerie di Massimo De Carlo hanno visto alternarsi maestri di fama mondiale e giovani artisti come Alighiero Boetti; Cady Noland, Rudolf Stingel e Félix González-Torres. Una favola forse, però reale.

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Alessandro Dalai
Articoli dell'Autore / Alessandro Dalai

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