IL NUOVO MOMA DI NEW YORK PUNTA SULL’INCLUSIVITÀ

IL NUOVO MOMA DI NEW YORK PUNTA SULL’INCLUSIVITÀ

Ha riaperto al pubblico il MoMa – il più famoso museo di arte moderna e contemporanea al mondo – sfoggiando il nuovo look.

Trascorsi pochi giorni dal compleanno del Guggenheim Museum di New York, il nuovo MoMa è pronto ad accogliere nuovamente il suo pubblico. Il grande museo aveva chiuso i battenti nel giugno scorso per un restyling visivo e per l’ampliamento delle superfici espositive del 30%.

Nonostante l’accoglienza non proprio entusiastica da parte della critica, i quattro mesi di chiusura e i quasi 450 milioni di dollari spesi hanno portato moltissime novità.

Un obiettivo fondamentale che il museo rinnovato si propone è di connettere il grande edificio e le sue funzioni alla 53° strada. Infatti, i passanti incontreranno, sul livello stradale, una serie di gallerie d’arte gratis e aperte al pubblico.

Inoltre, gli interni, che per il numero stratosferico di opere esposte, sono sempre sembrati insufficienti, sono stati ampliati notevolmente – fino a raggiungere gli attuali 15329 mq – e ammodernati. La Grande Mela, crocevia fondamentale della contemporaneità, offre agli amanti dell’arte molti musei di livello elevato, quali il Metropolitan e il già citato Guggenheim. Ecco perché il MoMa ha aperto gli occhi a nuove prospettive.

Il MoMa ripensa l’arte contemporanea

Ma la novità più importante, che esula dall’aspetto estetico, è la nuova organizzazione tematica delle sale. Se prima le sale prediligevano una visione artistica maschile-occidentalecentrica, oggi il nuovo MoMa punta all’inclusività. Queste le parole di Roxana Marcosi, curatrice del museo di Manhattan.

La nuova struttura unisce le vecchie gallerie con l’espansione del museo verso ovest e aggiunge un 30% in più di spazio espositivo. Con l’ampliamento degli spazi cambia anche il modo in cui vengono mostrate le opere nonché la narrativa. Si va verso una visione più globale dell’arte che va al di là dei canoni strettamente occidentali. Ci sarà anche una maggior rotazione delle mostre e la selezione delle opere cambierà ogni sei mesi circa.

Roxana Marcosi

L’arte contemporanea del MoMa punta i riflettori sull’arte femminile, sull’arte proveniente dai paesi ispanici, asiatici e afro-americani. Inoltre, luoghi, tecniche e periodi artistici differenti posano l’uno accanto all’altra.

Se fino a poco fa, i Mostri Sacri dell’arte moderna e contemporanea – da Picasso a Matisse a Dalì – erano esposti in ordine cronologico, ad oggi potremo ammirare Le Demoiselle d’Avignon di Picasso accanto ad opere dell’artista contemporanea afro-americana Faith Ringgold.

Per chi non avesse colto i cambiamenti esteriori del MoMa, “Hello. Again” – opera d’arte dell’americano Haim Steinbach – accoglierà i visitatori più sbadati.

Insomma, il nuovo MoMa di New York – progettato dallo studio Diller + Renfro in collaborazione con lo studio Gensler – accoglie a braccia aperte la città e si presenta più luminoso. Amplia il numero di statue, performance d’autore, film e fotografie, che si aggiungono al grande numero di dipinti e oggetti di design già presenti.

Poterlo visitare è un’occasione da non perdere per permetterci di giudicare il nuovo monumento che qualche critica ha ricevuto in questi giorni.

E voi come lo trovate?

Qui la storia completa del Museum of Modern art di New York.

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Susanna Ferrari
Articoli dell'Autore / Susanna Ferrari

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