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GAETANO PESCE: UP GIGANTE PER DIRE NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE

GAETANO PESCE: UP GIGANTE PER DIRE NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE

“Maestà Tradita”, Gaetano Pesce e la sua UP chair in Brera.

Una UPfuori misura” come afferma Gaetano Pesce perché più forte sia il messaggio”.

Il maestro creatore di icone della nostra epoca, omaggia la donna e lo fa nella sua più imponente ed incisiva creazione industriale: UP, la celebre poltrona dalle voluttuose forme femminili che oltre ad essere una vera icona del disegno industriale è un’intelligente ed esplicito messaggio socio-politico.

Creata da Pesce nel 1969, fin dall’inizio dalla sua creazione è stata veicolo di denuncia “un modo di parlare politicamente: non attraverso manifesti o comunicazioni che sono un po’ obsoleti, ma con un oggetto industriale che ha un potenziale nuovo di comunicazione”.

Milano si accinge a vivere i giorni più intensi, creativi ed impegnativi dell’anno. Portare al centro della settimana più “vissuta” dalla città un messaggio forte di impegno contro la violenza e le discriminazioni di genere rafforza l’importanza del soggetto. “Maestà Tradita” è l’istallazione che Brera dedica al rispetto e contro ogni violenza di genere dal 4 al 9 aprile in occasione del Salone del Mobile 2017.

Gaetano Pesce insieme al centro anti-violenza Artemisia Onlus con il supporto di Gobetto Resine e Robertaebasta, e l’Associazione Commercianti di Via Fiori Chiari, ripropone UP5 Chair e la “sorella” UP6 come metafora artistica della donna con la palla al piede, immagine della schiavitù femminile, sperimentando materiali nuovi con una libertà espressiva ed iconografica esemplare. Una installazione che l’Amministrazione del Comune di Milano ha sostenuto con convinzione e voluto fortemente a conferma dell’importante dimensione sociale del design come espressione comunicativa.

Il quartiere di Brera si farà portavoce del messaggio. Una gigante Up Chair di 4 metri in polistirolo rigido verrà collocata all’incrocio tra via Fiori Chiari e via Brera, completamente foderata di indumenti femminili resi rigidi e impermeabili da un film di resina trasparente, precedentemente indossati e vissuti da donne provenienti da ogni parte del mondo, a personificare, esprimere e veicolare un messaggio di denuncia universalmente riconosciuto.

Altre sei più piccole “UP Galeotte”, vestite con la caratteristica livrea a strisce dei carcerati di un tempo, per rafforzare il concetto di denuncia della schiavitù femminile, verranno collocate lungo le vie attigue in un allegorico percorso figurativo alla scoperta del quartiere.

L’iconica UP5 conosciuta anche con lo pseudonimo “Donna”, che richiama stilisticamente il grembo materno e  ispirata alle forme arcaiche delle veneri paleolitiche,  viene forzata e indotta da una palla al piede in schiavitù, simboleggiata dall’UP6, immagine del pregiudizio maschile, delle sue insicurezze ed incertezze e della sua ossessiva prevaricazione.

La poltrona UP non è solo una celebrazione della donna; una sintesi tra scultura, design e moda, ma è anche una accusa, una seria valutazione attraverso un viaggio figurativo e simbolico, incisivo e fortemente reale.  Una intuizione artistica che mette al centro della propria indagine la donna, e con essa l’intero universo femminile, collegando gli aspetti più intimi e antropologici dell’essere donna alla realtà sociale, politica ed economica del nostro tempo.

A distanza di quasi 50 anni, Gaetano Pesce propone una nuova considerazione sul tema. Oggi come allora il messaggio è attuale. Un grande monumento che impone riflessione per non banalizzare la violenza sociale, verbale e fisica sulle donne.

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