Aurélie Wannenes
Design

Aurélie Wannenes racconta un incontro inedito tra arte e design

Intervista ad Aurélie Wannenes, la galleria Six Milano propone MezzoTerra MezzoMare di Michelangelo Pistoletto

Cosa racconterete durante il Salone del Mobile di settembre?

La Galleria Six Milano diretta da Aurélie Wannenes, in occasione del Salone del Mobile 2021, proporrà un incontro inedito tra arte e design.

Verranno Proposti 2 estratti da un lavoro del 2007 di Michelangelo Pistoletto.

Michelangelo Pistoletto_ Mezzoterra Mezzomare
Michelangelo Pistoletto_ Mezzoterra Mezzomare

MezzoTerra MezzoMare i Mediterranei – Sedie Love difference

MezzoTerra MezzoMare, un’operazione artistica che coniuga il design industriale con la sedia laleggera disegnata da Riccado Blumer e prodotta da Alias, azienda del design Made In Italy. 

Michelangelo Pistoletto_extract Mezzoterra Mezzomare
Michelangelo Pistoletto_extract Mezzoterra Mezzomare

Un lavoro di Michelangelo Pistoletto in collaborazione con Juan Esteban Sandoval. Un bellissimo racconto, per certi versi anche poetico sulla possibilità di comunicazione, sul mare inteso come crocevia di popoli e sulla differenza di culture e l’accettazione delle differenze. Le differenze geoculturali dei sei mari, ciascuno dei quali racconta a proprio modo gli incontri di civiltà e la crescita nel rispetto delle differenze. 

“Love Difference è un nome, uno slogan, un annuncio programmatico. Il movimento unisce l’universalità dell’arte all’idea di transnazionalità politica e focalizza la sua attività nell’area mediterranea in quanto in essa si rispecchiano i problemi della società globale. Da una parte la differenza tra etnie, religioni e culture è, oggi, causa di terribili conflitti; dall’altra vi è una drammatica situazione prodotta dalla supremazia dei poteri che producono l’uniformità e il livellamento delle differenze […] Una politica che porti ad “amare le differenze” è vitale per lo sviluppo di nuove prospettive nell’intera compagine sociale”.

(M. Pistoletto,Manifesto Love Difference, 2002, in “Journal 7”, Cittadellarte, Biella 2002, p. 47).

E verrà proposto anche un nuovo tavolo di alias per esterni, disegnato dai fratelli Buratti. 

Non ci resta che aspettare la settimana del design milanese per ammirare le proposte di Aurélie Wannenes e della Galleria Six.

Dal 4 al 10 settembre, dalle ore 11.00 alle 19.30.

Wannenes
SIX MILANO / GALLERIA, Via Scaldasole 7

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Il rapporto di Aurélie Wannenes con le 5VIE

Come è nata la collaborazione con 5VIE?

La galleria si trova un po ai margini delle 5VIE intese geograficamente, ma è una realtà dinamica con desiderio di comunicare con gallerie e galleristi. L’idea di fare parte di questo network con colleghi galleristi e pubblico è sembrato fin da subito una bella opportunità. 

Il rapporto con le 5VIE che contributo pensiate possa dare alla vostra realtà?

Il fare sistema è la cosa che generalmente è mancata in passato, sia alle gallerie che agli antiquari in senso stretto. E’ un elemento che vediamo di più, invece, nelle gallerie di arte contemporanea che fanno rete/fanno sistema. Questo è un elemento importantissimo che ci ha spinto a lavorare con questo nuovo network delle 5VIE e nel credere nel loro progetto. 

Come vi identificate nel motto ‘Less is more’ di Agnolo Giuseppe Fronzoni a cui è dedicata la Milano Design Week di settembre?

Buona parte del design proposto sposa questo motto. I prodotti di designer ed architetti sono già per loro natura ‘less is more’ in quanto guardano molto al dettaglio ed alla pulitura delle linee. Siamo d’accordo. Meglio fare meno fatto bene che non proporre troppo ma essere libertini. 

Wannenes è una realtà ormai che si è tramandata di generazione in generazione, ma come tutte le cose vede una naturale evoluzione. Io ho studiato interior design e sposato linee estetiche più essenziali rispetto a quelle legate al nome della mia famiglia – Ci racconta Aurélie – Più in linea con alcune proposte, in maniera naturale ho colto l’evoluzione artistica del gusto ma anche il mio personale. 

Cosa preferisce il mercato in termini di domanda e richiesta?

Oggi è molto difficile capire il trend del mercato; salvo i grandi collezionisti che ricercano opere importanti, pittoriche o scultoree di alcuni periodi specifici; la moda è verso una maggiore tendenza per anni ‘50 del 900 sia per opere pittoriche che per arredi ed oggetti di design. 

Inevitabile parlare di come la pandemia abbia cambiato il mondo dell’arte, cosa ne pensi a riguardo?

Un pre e post pandemia lo percepiremo in tutti i settori. Il prima è sicuramente caratterizzato da un maggiore contatto fisico con i collezionisti, oggi il digitale ha raggiunto un ruolo fondamentale; tuttavia, per quanto si possa proporre arte tramite il web i collezionisti hanno ancora l’esigenza di toccare con mano e poter vedere da vicino. L’arte deve ancora poter emozionare.

Una fotografia o una scheda d’arte non ha la resa dell’opera vista in originale, altrimenti non avremmo i musei pieni. Per quanto la pandemia ci abbia allontanati rimane esigenza di vedere da vicino ed emozionarci da vicino. 

 

 

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