SNØHETTA: 550 MADISON. CRITICHE E REVISIONI

SNØHETTA: 550 MADISON. CRITICHE E REVISIONI

Lo studio di architettura di origini norvegesi Snøhetta, ha presentato di recente quella che parrebbe essere la versione definitiva del progetto di riqualificazione che coinvolgerà il grattacielo 550 Madison. L’edificio si trova a New York e porta l’eredità del progetto di Philip Johnson. L’AT&T Building (il nome originale) è uno dei simboli dell’architettura postmoderna. Proprio per questa ragione Snøhetta ha dovuto confrontarsi con non poche critiche e, se vogliamo, accuse. Infatti quello che vediamo ora qui sopra non è il rendering del primo progetto ideato dallo studio, bensì una revisione dello stesso conseguente a una nutrita serie di polemiche. Scopriamo quindi insieme in cosa consistono questi “aggiustamenti” e soprattutto il perché si siano resi necessari.

La committenza

Innanzitutto precisiamo che non vi è progetto, in assenza di una committenza che lo richieda. Nel caso in analisi, il committente si identifica in Olayan America, azienda saudita che ha rilevato l’edificio due anni fa. Precedentemente, era appartenuto all’azienda di telecomunicazioni Sony e si era valutato, senza però ufficializzare, di trasformare il luogo in un edificio residenziale.

Il progetto di Snøhetta: prima e dopo

Ma veniamo a noi. Con oltre 300 milioni di dollari stanziati per la riqualificazione, lo studio di architettura aveva avanzato nel 2016 una proposta che si potrebbe definire piuttosto invasiva. Essendo la facciata del 550 Madison, oltre al granito rosa e alla griglia di finestre, una delle caratteristiche principali del progetto di Johnson, si dava forse per scontato che non venisse coinvolta nel progetto norvegese, tantomeno che fosse coperta. Snøhetta invece stupisce e propone di rivestirla con dei moduli ondivaghi in vetro. Ciò ha dato chiaramente inizio a svariati commenti e reazioni negative. Queste principalmente fanno leva sugli interrogativi che poniamo in seguito: è accettabile intervenire massivamente proprio su quella parte di un edificio che ne costituisce il basamento e che da il via alla coerenza progettuale dello stesso? Si sarebbe potuto fare diversamente? La risposta della critica è piuttosto perentoria. 

L’ondata Hands off My Johnson infatti attacca il progetto e lo sottopone all’attenzione della Landmarks and Preservation Commission di New York. È così che giungiamo a qualche giorno fa, quando vengono rese note le immagini del nuovo progetto, che riportiamo in seguito.

Come possiamo vedere, i pannelli ondulati posti inizialmente sulla facciata sono stati eliminati, infatti lo studio stesso dichiara:

“While the tower’s exterior will remain 94% unchanged, the design includes expanding 550 Madison’s public space by 50%, creating a visual and sensory retreat in the heart of East Midtown”

Capiamo quindi che l’aspetto esteriore del grattacielo non verrà pressoché modificato, mirando più ad un lavoro di espansione e ridistribuzione degli spazi interni e/o adiacenti. Questi vedono il loro amplificarsi appunto del 50%, includendo un giardino pubblico.

Sperando quindi che non vi siano ulteriori “riaggiustamenti” riportiamo qui sotto i rendering diffusi in merito all’ultima versione del progetto.

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Alberto Cappellaro
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