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MORTO DOMENICA DI CORONAVIRUS VITTORIO GREGOTTI

MORTO DOMENICA DI CORONAVIRUS VITTORIO GREGOTTI

VITTORIO GREGOTTI  MORTO DOMENICA  DI CORONAVIRUS. MAM-E .IT LO RICORDA COSì

L’occasione della mostra al PAC di Milano, sono i 90 anni di Vittorio Gregotti, la cui carriera verrà celebrata con il racconto della sua vita.

Vittorio Gregotti, classe 1927, novarese di nascita grande architetto italiano e designer è morto domenica di coronavirus.

Mam-e.it lo ricorda con l’articolo scritto in occasione della mostra al PAC.

La mostra è curata da Guido Morpurgo, l’allestimento invece è a cura dello Studio Cerri e Associati, prodotta dal PAC di Milano. Con questa mostra il Padiglione d’Arte Contemporanea conferma la volontà di organizzare questo spazio alla valorizzazione dei Maestri. Dell’architettura e del design italiani, trasformandolo in un “monumento modernista“.

Collaborazioni

Dal 1953 ad oggi Gregotti ha mandato avanti il suo Studio insieme a ad altri architetti come Lodovico Meneghetti e Giotto Stoppino. Pierluigi Cerri, Pierluigi Nicolin, Hiromichi Matsui, Bruno Viganò, Carlo Magnani. Augusto Cagnardi e Michele Reginaldi– oltre a figure esterne come Manuel Salgado e Saad Benkirane. Associati e collaboratori, tutti hanno contribuito a realizzare progetti incredibili di architettura, disegno urbano e pianificazione territoriale. Interni e allestimenti museali, disegni di arredi e del prodotto industriale, grafica ed editoria.

Gregotti può essere considerato un Neo-Razionalista che negli anni modalisti trascinati dal brutalismo ha saputo osare con la sua qualità compositiva. La sua e del suo Studio  che ha perseguito un’idea di architettura come pratica sociale e politica, disciplina intellettuale completa e colta. Anche per questo ha scritto libri, contributi critici, saggi in riviste come Casabella e Rassegna e molto altro.

Il titolo della mostra milanese, Il territorio dell’architettura, rinvia a un suo libro pubblicato nel 1966 dove il caso specifico del territorio assume il ruolo di materiale fisico e concettuale.

La mostra

E’ così che inizia la mostra, con oltre 40 libri e più di 1200 articoli, passando poi alle fasi progettuali che mostreranno le metodologie del suo operare.

Il suo razionalismo è insito nell’idea di ordine, pulizia visiva, precisione: simboli identificativi che si trovano nel suo lavoro.

Tutto il suo lavoro è documentato nella mostra con 60 disegni, 40 modelli originali in scala, 700 riproduzioni e fotografie con l’inevitabile rimando agli Anni ’50.

Lo sviluppo nei decenni

Ma non solo gli Anni ’50 con i primi accorgimenti e sperimentalismi urbani. Pensiamo a Gregotti e Associati negli Anni ’60 con l’allestimento per la XIII Triennale e gli edifici delle cooperative d’abitazione milanesi. Negli Anni ’70 con gli studi antropogeografici per il quartiere ZEN, le università di Firenze, della Calabria e di Palermo. Seguiti dai concordi d’idee e i progetti per le città d’Europa degli Anni ’80, pensiamo a Berlino e il Centro Culturale di Belém a Lisbona. Oltre all’innovativo Progetto Bicocca, centro per la periferia metropolitana e sempre a Milano con il Teatro degli Arcimboldi. Siamo nel ’90 quando attraverso il Piano-Progetto di Cagnardi nasceranno il PRG di Torino, Acilia Madonnetta a Roma e l’idea progettuale per una nuova città in Ucraina.

Nell’ultimo decennio invece si è confrontato con il tema delle rifondazione urbana in Africa e in particolare in Cina, con la realizzazione della nuova città di Pujiang.

Oltre 60 anni di idee e di progetti sul territorio mostrando in questa manifestazione tutta la ricerca per portare avanti l’architettura nella comunicazione.

Il catalogo della mostra è edito da Skira Editore e comprende i contributi critici di Rafael Moneo, Joseph Rykwert e Franco Purini.

PAC – Padiglione d’Arte Contemporanea, Milano: come arrivare

 

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Alessandro Dalai
Articoli dell'Autore / Alessandro Dalai