IL SALONE DEL MOBILE DI ANDREA BRANZI

IL SALONE DEL MOBILE DI ANDREA BRANZI

La lunga storia del Salone del Mobile di Andrea Branzi

“Il Salone del Mobile lo ricordo molto bene quando si svolgeva alla Fiera di Milano; le grandi marche (Cassina, Zanotta, Poltronova, Kartell, e poche altre) erano concentrate nel famoso padiglione “30 Terzo”; tutto intorno vi era la barriera infernale dei “Mobili in Stile”. Del resto a Milano, che già allora era considerata (giustamente) la Capitale del Design Europeo, vi operavano i Maestri che costituivano un gruppo molto ristretto: Zanuso, Aulenti, Sottsass, Magistretti, i fratelli Castiglioni, Munari, Mari, Bellini, Gio Colombo, Albini, Bonetto e forse qualche altro. Le Industrie che li producevano erano ancora meno e tutte raccolte nel famoso “30 Terzo”…

Adesso sta per inaugurare il Salone e il Fuori Salone del Mobile 2017: in giro per Milano sono previste, nelle Gallerie, nelle vetrine, nei sotto-scala, nei cortili, nelle case private, tra  400 e 450 mostre e più di 1.000 eventi. Anche io parteciperò con 3 mostre: alla Galleria di Clio Calvi e Rudy Volpi, alla Galleria Scacchi in via Rivoli, da Luisa Delle Piane.

I progetti esposti nel Fuori Salone in grande maggioranze non sono finalizzati alla produzione di serie, ma piuttosto ai collezionisti, ai musei e “indirettamente” agli imprenditori; si tratta infatti di una sorte di grande “semiosfera” fatta di eccezioni, nuovi concetti, nuove tecniche, innovazione; in pratica una sorta di Festival dell’Impensato…Proprio di questo tipo di energia hanno oggi bisogno le industrie di qualsiasi settore merceologico, schiacciate da una concorrenza mondiale che va dalla Cina al Brasile. Sotto questa pressione esse devono rinnovare continuamente il proprio catalogo, le strategie commerciali, i servizi, la promozione, le tecnologie. Questa “energia di innovazione” che permette loro di restare nel mercato la fornisce il Design; per questo motivo in tutto il mondo si sono centuplicate le Scuole, le Università, i Musei, le Fondazioni, che insegnano il Design e lo promuovono come parte strategica dell’economia nell’epoca della Globalizzazione e non più destinato a una nicchia di raffinati arredatori.

In altre parole il Design sta diventando (positivamente) una “di professione massa”, democratico, geniale e generoso, a cui accedono giovani, molte donne, teorici, sperimentatori: il “Sale della Terra” che fa girare il mondo, altrimenti immobile…”

Andrea Branzi

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Alessandro Dalai
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