Vaccino AstraZeneca o Pfizer
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Vaccino AstraZeneca o Pfizer? Le differenze nei rimedi al Covid

Vaccino AstraZeneca o Pfizer? Quali sono le differenze? Un confronto tra rischi e benefici nella lotta al Coronavirus

Meglio il vaccino AstraZeneca o Pfizer? Quali sono le differenze?  Questo è il dilemma che sempre più italiani si stanno ponendo, dopo che ieri sera l’Ema ha dato il via libera al siero anglo-svedese. Al momento, i due vaccini vengono impiegati per fasce diverse della popolazione. Tuttavia, quando la campagna entrerà nel vivo, con l’arrivo sperato di più dosi, potrebbe diventare possibile scegliere. Secondo il report pubblicato sul sito ufficiale dell’Agenzia Europea del Farmaco, il prodotto AstraZeneca è sicuro. Dunque, come evidenziato dall’Aifa, nessun motivo per mantenere ulteriormente in vigore il blocco. Dalle 15 di oggi riprendono le vaccinazioni in Lombardia, Lazio e Puglia, altre regioni più avanti. Il ritardo sarà riassorbibile in circa 2 settimane: questo è quanto pronosticato da Figliuolo.

 

Ema

Vaccino, AstraZeneca o Pfizer? Da cosa nasce la domanda

Dopo il caos generato dal blocco di AstraZeneca lunedì 15, spinto dal timore per le morti di 3 connazionali a seguito della somministrazione, i dubbi sono tanti. E potrebbe non bastare la rassicurazione in via ufficiale dell’Ema, pubblicata ieri sera:

I benefici del vaccino nel combattere la minaccia, ancora dilagante, del COVID-19 – che già di per sé può causare problemi di coagulazione e può essere fatale – continuano a superare il rischio di effetti collaterali.

Il rischio che a Palazzo Chigi temono maggiormente è quello di una psicosi collettiva, che, una volta partita, sarebbe difficilmente arginabile.

I due vaccini a confronto

Ma quali sono le reali differenze fra il prodotto AstraZeneca e quello Pfizer-Biontech? Come riportato negli scorsi giorni, esiste anzitutto una discrepanza nel prezzo, dipendente dalle tecnologie impiegate. Il siero anglo-svedese è stato creato dai ricercatori di Oxford sulla base di tecniche tradizionali e collaudate. Il prodotto statunitense e tedesco, invece, sperimenta in esclusiva una tecnologia più avanzata, basata sull’Rna del virus; il che giustifica il costo più elevato.

Vaccino Pfizer-Biontech o AstraZeneca?

Attualmente Pfizer-Biontech  – 6 milioni e mezzo di dosi consegnate – è impiegato solamente per le fasce più a rischio. Nello specifico, over-80 e personale sanitario. Il vaccino può essere inoculato ai maggiori di 16 anni, e avrebbe la percentuale di efficacia più alta (95% stimato). Gli effetti collaterali successivi all’inoculazione sono limitati e di lieve entità.

AstraZeneca, il vaccino al centro del dibattito negli ultimi giorni, ha consegnato quasi 2 milioni e mezzo di dosi in Italia. Viene però utilizzato per fasce d’età più giovani, insegnanti in particolare, ed ha un grado di efficacia che si aggira attorno al 60%. A seguito dell’inoculazione, inoltre, una rilevante parte dei pazienti può accusare sintomi quali febbre e dolori muscolari, destinati a sparire nel giro di poche ore. Nonostante le cautele del Ministro della Salute tedesco, Spahn, che ha fissato la soglia d’età per la somministrazione di AstraZeneca a 65 anni, il vaccino dovrebbe essere efficace anche sui più anziani. Lo dimostra il crollo delle ospedalizzazioni in Gran Bretagna, segno anche che il vaccino è efficace nel prevenire i casi più gravi di infezione.

Vaccino AstraZeneca o Pfizer

La situazione AstraZeneca in Italia, riprendono oggi, 19 Marzo, le somministrazioni

A seguito del via libera dell’Ema ieri sera, l’Aifa ha dichiarato che non sussistono più i motivi per prorogare il blocco del vaccino. Di conseguenza, in tre regioni italiane – Lombardia, Puglia e Lazio – le vaccinazioni riprenderanno oggi stesso alle 15. Per arginare il possibile intoppo delle disdette, ci sono diverse opzioni. Una è l’overbooking, secondo cui ogni giorno saranno convocate ai centri di somministrazione più persone delle dosi effettivamente disponibili. L’altra è lo slittamento dei rinunciatari in fondo alla lista, quando saranno disponibili più dosi e, forse, si potrà scegliere con cosa vaccinarsi.

Aifa

Rimane, infatti, l’attesa per il vaccini di Johnson & Johnson, con il grosso vantaggio di essere monodose, e per il prodotto di Moderna, di cui meno di 500mila fiale sono state consegnate finora. La speranza è di vedere, entro Aprile, un significativo incremento nei vaccini a disposizione.

 

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